Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/63: 18.455 n Iv. pa. Grossen Jürg. Consentire l’indipendenza tenendo conto della volontà delle parti · 14 pagine

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Qui di seguito sono presentati i vari punti trattati nei pareri dei partecipanti.

3.2.1.1 Protezione dei lavoratori

Protezione sociale AI, AR, BE, BS, GE, JU, TG, PSS, USI, USS, Allpura, Distribution Suisse, SSIC, Swissstaffing,

Syndicom e Città di Losanna si mostrano preoccupati per l’indebolimento della protezione dei lavoratori, spesso poco coscienti delle conseguenze che lo statuto di lavoratore indipendente può avere sulla loro copertura sociale. Un allentamento dei criteri tale da agevolare il riconoscimento dello statuto di lavoratore indipendente potrebbe far aumentare il numero degli indipendenti che non sono in grado di assumersi i rischi legati al proprio statuto e che si ritroverebbero quindi con una protezione sociale insufficiente. Questo avrebbe ripercussioni sulla collettività, in particolare a causa dell’aumento delle spese per l’aiuto sociale e le prestazioni complementari (PC) per gli indipendenti che non riescono a conseguire i redditi necessari. Travail.Suisse teme le ripercussioni di questa modifica, poiché gli indipendenti non sono assicurati contro la disoccupazione e la loro copertura sociale è quindi peggiore. A suo avviso, l’assicurazione contro la disoccupazione è importante per i lavoratori di piattaforma, particolarmente interessati dal progetto. Reputa indispensabile che le imprese di piattaforma siano considerate quali datori di lavoro, con tutti gli obblighi che ne derivano. Inoltre, data la vaghezza del progetto, ritiene difficile valutare il numero di persone interessate, l’impatto sul finanziamento delle assicurazioni sociali e la ripartizione degli oneri (p. es. aiuto sociale o PC). Secondo BS, BL, FR, GL, NW, OW, SH, TI, CCCC, ACCP e FER la protezione sociale non può essere migliorata attraverso un’agevolazione del riconoscimento dello statuto di lavoratore indipendente. Gli attuali criteri, flessibili ma chiari, garantiscono che il potere di mercato non venga sfruttato a scapito dei lavoratori.

Per quanto riguarda gli attuali criteri, AR, BS, GL, NW, OW, SH, SO, SZ, TI, CCCC, ACCP e FER menzionano lo studio realizzato dal Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF), che da diversi anni colloca la Svizzera in cima alla classifica dei Paesi più globalizzati. Secondo questi partecipanti, tale piazzamento è reso possibile e sostenuto da una regolamentazione adeguata e flessibile in materia di assicurazioni sociali. L’attuale sistema è equilibrato e flessibile, come ha dimostrato il Consiglio federale nel suo rapporto del 17 ottobre 2021 sulla flessibilizzazione del diritto delle assicurazioni sociali in relazione con la digitalizzazione (il cosiddetto rapporto «Flexi-Test», disponibile in tedesco e in francese).

Secondo AR, FR, GE, NE, NW, OW, SH, SO, TI, VS, Verdi, CCCC, ACCP, Suva e FER non vi è

necessità di agire, poiché l’ordinamento vigente permette alle casse di compensazione di adeguarsi ai nuovi sviluppi e alle nuove tendenze. Il Tribunale federale stabilisce le linee guida e definisce gli orientamenti, garantendo una gestione strategica supplementare. GE e USI sottolineano che la libertà economica non deve contrapporsi alla protezione sociale. Il Centre patronal indica anche che l’attuale regolamentazione si fonda su elementi fattuali e oggettivi ed è applicata in modo uniforme ed equo. La sua integrazione con un elemento inerente esclusivamente al diritto privato non consentirebbe di migliorare la protezione sociale. Centre patronal e FER ritengono che, al contrario, è solo interpretando gli attuali criteri, chiari e oggettivi, che si può tutelare sia la libertà imprenditoriale che la protezione sociale. GE menziona anche il fatto che il Tribunale federale ha recentemente ricordato che lo statuto deve essere determinato in base alle circostanze effettive. L’autorizzazione degli accordi tra le parti indebolirebbe la protezione sociale.

Anche VD teme che, a causa delle divergenze di interessi tra le parti, la protezione sociale dei lavoratori precari possa diminuire. Tuttavia considera che il rischio sarebbe limitato, poiché gli eventuali accordi tra le parti costituirebbero un criterio secondario. Ciononostante, insiste sulla necessità di prevenire qualsiasi rischio di precarizzazione nella fase di attuazione.

Pur essendo contraria al progetto, la Suva propone che, nel caso in cui fosse adottato, gli accordi tra le parti si applichino soltanto alle remunerazioni superiori a un certo importo (nello specifico, almeno l’80 %