Rapporto esplicativo
Consultazione 2024/96: Legge federale sulle misure di sgravio del bilancio della Confederazione applicabili dal 2027 · 98 pagine
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specie bovina e ovina come pure il 60 per cento dei contingenti doganali parziali per carni di animali delle specie equina e caprina. I contingenti doganali parziali per la carne di animali della specie suina, di pollame, carne kosher e halal, di specialità di carne e insaccati sono interamente messi all’asta. In questo modo la Confederazione incassa entrate di circa 230 milioni di franchi all’anno. I contingenti doganali parziali che non vengono messi all’asta sono assegnati in funzione della prestazione
all’interno del Paese (ripartizione sulla base di animali macellati e di animali messi all’asta su mercati pubblici). I contingenti per altri prodotti (patate, uova, burro ecc.) vengono assegnati secondo diversi metodi di ripartizione (procedura progressiva al confine e procedura progressiva presso il servizio preposto al rilascio dei permessi, prestazione all’interno del Paese, importazioni, quote di mercato, asta) oppure è possibile importare liberamente all’aliquota di dazio del contingente più bassa.
Misura: ora i contingenti doganali verranno in linea di principio venduti all’asta;
l’assegnazione secondo altri metodi di ripartizione costituirà un’eccezione, ossia quando le condizioni di mercato richiedono un’assegnazione a breve termine o il ricavo atteso è inferiore ai costi sostenuti per la vendita all’asta. In tali casi è possibile assegnare i contingenti conformemente alla procedura progressiva al confine, sulla base delle precedenti importazioni o delle quote di mercato dei richiedenti oppure a seconda del quantitativo richiesto. I dazi elevati (aliquote di dazio fuori contingente) sono una misura volta a tutelare la produzione svizzera dall’importazione di prodotti più competitivi. I contingenti doganali (CD) sono impegni internazionali assunti dalla Svizzera per consentire l’importazione di quantità a un’aliquota doganale bassa (aliquota di dazio del contingente). Con una quota dedicata del contingente doganale, l’importatore acquisisce il diritto di importare una quantità limitata di prodotti a
un’aliquota di dazio del contingente più bassa. Tramite la vendita all’asta, la
Confederazione percepisce parte delle rendite da contingentamento, mentre per i contingenti non messi all’asta con eccedenza di domanda gran parte delle rendite rimane agli importatori. L’assegnazione gratuita di contingenti con eccedenza di domanda costituisce quindi un sussidio agli importatori, di cui l’agricoltura beneficia solo in misura limitata. Inoltre, la filiera agroalimentare è già fortemente sostenuta dalla protezione doganale e altri sussidi diretti. Fatte salve poche eccezioni, si deve quindi rinunciare all’assegnazione gratuita dei contingenti doganali nel settore dei prodotti animali e vegetali.
Sulla base della normativa attuale, è possibile distinguere tre tipi di contingenti
doganali all’importazione:
• contingenti doganali idonei per la messa all’asta, tra cui in particolare: carne, animali della specie equina, animali riproduttori della specie suina, ovina e caprina, patate, latte, yoghurt, altri prodotti caseari, caseina, uova e prodotti di uova, verdure surgelate, frutta a granella, frutta da sidro e per la distillazione, prodotti da frutta a granella, vino e cereali panificabili (in totale circa 50 aste all’anno);
• contingenti doganali con suddivisioni cronologiche, tempi e periodi
d’importazione brevi, per i quali la messa all’asta non è opportuna, almeno nel momento attuale, per considerazioni basate sul rapporto costi/benefici: verdura (CD15), frutta a nocciolo (CD18) e altra frutta fresca (CD19). Per queste categorie il settore presenta una richiesta con calcolo delle quantità il martedì e il giovedì mattina, l’assegnazione avviene nel medesimo giorno, con un
periodo d’importazione dal giorno successivo per cinque o tre giorni lavorativi. Per la messa all’asta di questi contingenti doganali sarebbero necessarie