Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/116: Controprogetto indiretto (Legge federale sulla gestione sostenibile delle imprese) all'iniziativa popolare «Per grandi imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell'ambiente» · 147 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 14Fedlex · Rapporto esplicativo

Rapporto esplicativo AP-LGSI

CSRD. Tra le 100 000 e le 120 000 imprese, in particolare piccole e medie imprese (PMI), sono invece interessate indirettamente. I costi che ne derivano sono sopportabili per le grandi imprese toccate indirettamente, ma potrebbero rappresentare una sfida per le PMI31. Sulla base delle semplificazioni previste dalla direttiva Omnibus dell’UE, a medio termine meno imprese saranno toccate indirettamente. In questo senso il controprogetto, che si basa sulla direttiva Omnibus dell’UE, contribuisce a sgravare le PMI. Inoltre, secondo il controprogetto le grandi imprese dovranno sostenere le loro PMI e il trasferimento degli obblighi sarà limitato, analogamente a quanto previsto dalla direttiva Omnibus. Secondo la regolamentazione per Stati terzi dell’UE, ossia lo status quo, le PMI possono attuare le misure solo in misura limitata.

Il controprogetto indiretto si attiene fedelmente alla direttiva Omnibus dell’UE e secondo l’AIR ha un impatto supplementare limitato. Alla maggior parte delle imprese soggette ai nuovi obblighi di diligenza e di presentare una relazione si applica già la regolamentazione per Stati terzi delle direttive dell’UE (CSRD e CSDDD). Circa 110 imprese sono obbligate a presentare una relazione e circa 30 imprese a rispettare gli obblighi di diligenza. La principale differenza rispetto allo status quo risiede nell’attuabilità degli obblighi secondo una base legale nazionale e tramite un’autorità preposta all’esecuzione. Questo permette di aumentare la certezza del diritto e l’affidabilità, senza gravare ulteriormente le imprese. Prime evidenze empiriche mostrano che i nuovi obblighi hanno effetti positivi sulla trasparenza, la gestione dei rischi e la sostenibilità32. Rispetto a quanto previsto dalle direttive originarie (CSRD e CSDDD), l’adeguamento del controprogetto alla direttiva Omnibus dell’UE permette di sgravare significativamente le imprese e ridurre notevolmente i costi (per la relazione oltre il 90 % rispetto al progetto del Consiglio federale posto in consultazione nel 2024).

Anche l’iniziativa per imprese responsabili si basa sul diritto dell’UE, tuttavia in alcuni punti va oltre: in particolare la possibile estensione del campo di applicazione alle attività ad alto rischio specifiche del settore e l’obbligo di allestire piani climatici e di attuarli in modo vincolante potrebbe causare notevoli costi supplementari per le imprese interessate e trasferire le attività generanti emissioni elevate all’estero.

La valutazione degli scenari mostra che la maggior parte dei costi e dei benefici sussistono già nello status quo. Il controprogetto e l’iniziativa per imprese responsabili in sostanza rafforzano questi impatti. Il controprogetto segue l’approccio più equilibrato, crea certezza del diritto ed è ampiamente compatibile con la regolamentazione dell’UE, senza gravare eccessivamente le imprese. È orientato alla direttiva Omnibus (relativa alla CSRD e alla CSDDD) e salvaguardia quindi l’accesso al mercato, migliorando al contempo il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e concernenti i diritti umani.

Il Consiglio federale ha deciso di proporre un controprogetto indiretto che non deve introdurre norme più restrittive di quelle previste nella direttiva Omnibus. In questo modo la Svizzera introduce obblighi equivalenti e non più severi (nessuno Swiss finish),

31 AIR, riassunto, pag. iv.

32 AIR, pag. 67 n. 8 e pag. 71 n. 8.4.