Rapporto intermedio
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 118 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 68Fedlex · Rapporto sui risultati
Paesi partner. 10 Cantoni (ZH, GL, ZG, FR, SO, AR, AI, SG, VD, NE) fanno riferimento al parere della CdC nelle loro prese di posizione a proposito del contributo svizzero. Anche UR, da parte sua, osserva che il Consiglio federale considera così assolto il mandato negoziale. Dal punto di vista di OW sarà importante valutare attentamente i benefici complessivi e l’entità del contributo totale al momento di stabilire la partecipazione finanziaria ai progetti. TI non formula una posizione chiara sulla regolarizzazione del contributo svizzero. VS prende atto positivamente dell’Accordo sul contributo e accoglie con favore il fatto che il contributo svizzero continuerà a essere attuato a livello bilaterale con gli Stati partner. VS subordina il suo sostegno a un uso trasparente e mirato dei fondi, in linea con gli interessi strategici della Svizzera.
Dei 7 partiti che hanno fatto pervenire un parere sul contributo svizzero, 5 (Il Centro, PEV, Verdi, PVL, SP) sono favorevoli alla sua regolarizzazione, che contribuirebbe a normalizzare la cooperazione con l’UE (Il Centro), a rafforzare l’affidabilità a lungo termine della Svizzera come partner in Europa (PEV) e a investire nella coesione e nella stabilità del continente europeo (PVL, PS). Secondo i Verdi, è ovvio che la Svizzera debba dare il suo contributo alla riduzione delle disparità economiche e sociali in Europa. UDF e UDC si dicono invece contrarie in quanto l’Accordo sul contributo impegnerebbe la Svizzera a effettuare versamenti ricorrenti tendenzialmente in crescita e senza benefici chiaramente definiti (UDF) o si tratterebbe di un assegno in bianco per pagamenti illimitati in futuro (UDC).
Tra le associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna, UCS accoglie con favore la regolarizzazione del contributo svizzero, che corrisponde alla logica di una relazione stabile e a lungo termine con l’UE. SAB è in linea di principio d’accordo che il contributo svizzero venga regolarizzato. Per quanto riguarda le associazioni mantello nazionali dell’economia, economiesuisse, USI e ASB accettano l’Accordo, che prevede un meccanismo giuridicamente vincolante per un contributo di coesione regolare della Svizzera a determinati Stati membri dell’UE. Secondo queste associazioni, è infatti nell’interesse dell’economia svizzera che i Paesi partecipanti al mercato interno allineino la loro forza economica. In questo modo, tali Paesi potrebbero trasformarsi in mercati di vendita ancora più interessanti per i prodotti e i servizi svizzeri. È apprezzato inoltre il fatto che accordi relativi ai progetti e l’attuazione di questi ultimi continuino a essere di competenza della Svizzera e degli Stati membri dell’UE interessati. USAM non prende una posizione chiara sulla regolarizzazione del contributo svizzero, mentre USC riconosce che quest’ultimo potrebbe concorrere, in una prospettiva più generale, alla stabilità della via bilaterale.
Degli altri 62 partecipanti alla consultazione, 36 sono favorevoli alla regolarizzazione del contributo (tra cui fial, Commercio Svizzera, HotellerieSuisse, OSAR, ASPE, scienceindustries, Swissmem, Regio Basiliensis, CP, yes, VAV, ZHK). MES, Operation Libero, la città di Zurigo e altri sostengono il contributo svizzero, come espressione di solidarietà e rafforzamento della coesione in Europa. 15 partecipanti (tra cui PSL, Swiss Holdings, VFAS, Swiss Beef) non prendono una posizione chiara e 11 sono contrari (tra cui Pro Svizzera, autonomiesuisse, Wirtschaftskammer Baselland, MASS-VOLL).