Rapporto intermedio

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 118 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 70Fedlex · Rapporto sui risultati

zione. Poiché l’utilizzo dei fondi viene definito direttamente con i Paesi partner, la Svizzera può mettere in primo piano le proprie priorità tematiche e garantire che i fondi vengano utilizzati in modo mirato. 10 Cantoni (ZH, GL, ZG, FR, SO, AR, AI, SG, VD, NE) fanno riferimento al parere della CdC nelle loro prese di posizione. Da parte sua, anche UR mette in evidenza che è stato possibile garantire che importanti sfide comuni, come la migrazione, possano continuare a essere prese in considerazione.

Tra i partiti, PEV accoglie con favore il fatto che il contributo sia connesso a chiare priorità tematiche. Il Centro e UDC menzionano la prevista ripartizione tra il settore della coesione e la migrazione senza prendere una chiara posizione in merito. PVL e PS citano come esempi i progetti del secondo contributo svizzero (PVL) e possibili priorità tematiche come la formazione professionale, l’inclusione sociale e la protezione del clima (PS). I Verdi sottolineano il loro rifiuto dell’uso di fondi destinati al settore della migrazione per la sicurezza delle frontiere o per progetti volti a ostacolare i flussi migratori. USAM si esprime negativamente sul settore della migrazione, criticando il sostegno a progetti relativi alle procedure di asilo e all’accoglienza negli Stati membri dell’UE.

In diversi pareri (tra cui SAB e USC) viene richiesta una maggiore «swissness». SAB sottolinea i suoi contatti con rappresentanti di regioni montane, per esempio nell’area dei Carpazi. In queste regioni la Svizzera potrebbe contribuire allo sviluppo locale con le proprie competenze. USC chiede di verificare un possibile uso mirato dei fondi per progetti comuni nel settore agricolo, ambientale o alimentare, a cui attori svizzeri fossero autorizzati a partecipare come partner.

19 degli altri partecipanti alla consultazione si esprimono sulle priorità tematiche 2030– 2036 e/o sulla ripartizione tra settore della coesione e migrazione; 15 di loro non formulano una posizione chiara. Commercio Svizzera sottolinea in particolare che dovrebbero essere sostenuti anche progetti nel campo della formazione professionale, dell’innovazione o dell’efficienza energetica. Alcune organizzazioni vicine al mondo agricolo (tra cui PSL, ZBV, Swiss Beef) suggeriscono a loro volta, in linea con il parere di USC, che si dovrebbe esaminare la possibilità di sostenere, con il contributo svizzero, progetti comuni nel settore agricolo, ambientale o alimentare. Sempre in merito al settore della migrazione, tra gli altri partecipanti alla consultazione anche VFAS si esprime negativamente, concordando con USAM e criticando il sostegno a progetti concernenti le procedure di asilo e l’accoglienza negli Stati membri dell’UE. OSAR da parte sua critica il possibile legame tra il contributo svizzero e la solidarietà nel quadro del patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE. VSPB afferma invece che è anche nell’interesse della Svizzera essere in grado di rispondere a sfide comuni come la migrazione o la formazione professionale.

In totale, 45 partecipanti alla consultazione commentano l’attuazione del contributo svizzero (tra cui CdC, ZH, GL, ZG, FR, SO, AR, AI, SG, VD, NE, Il Centro, UDC, economiesuisse, USI, USC, ASB). CdC dichiara che i Cantoni sono pronti a collaborare con gli uffici federali competenti. 10 Cantoni (ZH, GL, ZG, FR, SO, AR, AI, SG, VD, NE) fanno riferimento al suo parere nelle loro prese di posizione.