Rapporto intermedio

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 118 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 74Fedlex · Rapporto sui risultati

Per la maggior parte delle associazioni mantello dell’economia (tra cui economiesuisse, USAM, USI, USC, ASB) nonché per altre associazioni dell’economia e le camere di commercio, l’Accordo contribuisce a rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento e l’esercizio stabile della rete, contribuendo nel contempo a ridurre tendenzialmente i prezzi dell’energia elettrica, fattore decisivo per la competitività dell’economia svizzera.

Secondo il parere del settore elettrico (tra cui ElCom, Swissgrid, AES, Swisspower, aeesuisse, SES, AET, Alpiq, Axpo Holding, BKW, ewb, ewz, Groupe E, Romande Energie), l’Accordo rappresenta un passo fondamentale verso il rafforzamento della sicurezza dell’approvvigionamento sul lungo periodo e la stabilità tecnica del sistema nonché dell’integrazione della Svizzera nel mercato interno dell’energia elettrica dell’UE e nei meccanismi di coordinamento ai fini di un esercizio sicuro del sistema. Il settore elettrico vi ravvisa il presupposto per la garanzia delle capacità di importazione e di esportazione come pure per la creazione di condizioni stabili per la svolta energetica. GL, TI e CGCA sostengono l’Accordo a condizione che sia rafforzata la certezza del diritto in merito alle sue ripercussioni sull’utilizzo dell’energia idroelettrica, in particolare per quanto riguarda il rilascio delle concessioni, il canone per i diritti d’acqua, la riversione e la proprietà pubblica. DSV sostiene l’Accordo a patto che sia abolita la regolamentazione nel servizio universale. Infine, le organizzazioni agricole (tra cui USC, PSL) sostengono l’Accordo, a condizione che vengano apportati miglioramenti agli accordi o nell’attuazione a livello nazionale.

PS accoglie con favore il fatto che l’Accordo sia stato sottoposto al Parlamento in un decreto federale separato, ma per il resto non si esprime né a favore né contro.

I partecipanti che hanno espresso un parere negativo sottolineano i rischi legati alle norme istituzionali (recepimento dinamico del diritto, composizione delle controversie), ritengono che l’Accordo riduca la sicurezza dell’approvvigionamento, comporti una perdita di autonomia in un settore strategico come quello dell’energia elettrica e/o criticano l’apertura completa del mercato dell’energia elettrica, che conduce a una minore sicurezza degli investimenti e a uno smantellamento del servizio pubblico.

Diversi partecipanti (tra cui CdC, EnDK, AI, AR, FR, GL, GR, NE, NW, SG, SO, TI, UR, VS, ZG, ZH, CGCA, Il Centro) chiedono una maggiore certezza del diritto in merito alle ripercussioni dell’Accordo sulle condizioni di utilizzazione dell’energia idroelettrica per quanto riguarda il rilascio delle concessioni, il canone per i diritti d’acqua, la riversione e la proprietà pubblica. A tal fine alcuni partecipanti chiedono una prova all’UE riguardo all’interpretazione del testo dell’Accordo (tra cui CdC, EnDK, CGCA, AI, AR, FR, GL, NE, SG, SO, TI, UR, VS, ZG, ZH, Il Centro). Secondo alcuni pareri sarebbero necessarie ulteriori precisazioni nel messaggio su come poter garantire in modo duraturo gli interessi della Svizzera e la sovranità dei Cantoni in vista del recepimento dinamico del diritto (tra cui CdC, EnDK, CGCA, AI, AR, FR, GL, GR, NE, NW, SG, SO, TI, UR, VS, ZG, ZH).

Inoltre, alcuni partecipanti chiedono precisazioni nel messaggio in merito agli effetti delle norme sugli aiuti di Stato, in particolare in relazione al potenziamento delle energie rinnovabili (tra cui CdC, EnDK, CGCA, AI, AR, FR, GL, NE, NW, SG, SO, VS, ZG, ZH,