Rapporto intermedio
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 118 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 81Fedlex · Rapporto sui risultati
ZG, FR, SO, AR, AI, SG, VD, VS, NE, economiesuisse, USI, ASB). 37 non esprimono un giudizio definitivo (tra cui SZ, NW, BS, TG, TI, PS, USC). 13 partecipanti alla consultazione la respingono (tra cui OW, GR, USAM).
USC e partecipanti non permanenti alla consultazione chiedono che l’USAV effettui un’analisi d’impatto della regolamentazione della revisione totale della legge sulle derrate alimentari.
25 partecipanti alla consultazione si esprimono sul tema delle deroghe, sul margine di manovra nazionale e sul cosiddetto «swiss finish» (una regolamentazione svizzera che va oltre i requisiti della legislazione UE). USAM insieme ad altri respinge le normative «swiss finish» che comportano un aumento dei costi e che sono state negoziate come deroghe. Si oppongono inoltre al fatto che le PMI svizzere che producono esclusivamente per il mercato nazionale debbano applicare, oltre al diritto svizzero, anche le normative dell’UE. 2 partecipanti non permanenti alla consultazione rifiutano di dover rinunciare allo «swiss finish», vantaggioso per la Svizzera, per quanto riguarda il valore massimo di cadmio nel cioccolato. USC e 3 partecipanti non permanenti alla consultazione chiedono che siano mantenute le autonomie normative che definiscono la qualità dei prodotti. In 4 pareri si sottolinea che le deroghe e lo «swiss finish» devono essere utilizzati con moderazione. USC e 21 partecipanti non permanenti alla consultazione chiedono che la Svizzera sfrutti il margine di manovra nazionale e 4 partecipanti accolgono con favore il fatto che le deroghe esistenti possano essere mantenute.
Il recepimento dinamico del diritto, ossia il metodo di integrazione, è oggetto di discussione in 31 pareri. 16 di essi (tra cui Il Centro, economiesuisse, USI, ASB) lo accolgono con favore e sottolineano inoltre che in questo modo è possibile eliminare gli ostacoli al commercio. 2 partecipanti non permanenti alla consultazione rimarcano che in questo modo vengono eliminate le incertezze causate da un ritardo nell’adozione del diritto dell’UE in Svizzera. USAM e 5 partecipanti non permanenti alla consultazione vedono in questo approccio alcuni vantaggi, ma anche delle difficoltà, da un lato a causa della complessità del diritto europeo e dall’altro perché sarà difficile attuare adeguamenti puntuali indipendenti dall’UE. UDC e 6 partecipanti non permanenti alla consultazione respingono l’adozione dinamica del diritto, sostenendo che ciò comporterebbe incertezza giuridica, costituirebbe un’adesione parziale all’UE, costringerebbe ad abbandonare specialità regionali e metodi di produzione tradizionali oppure obbligherebbe le autorità svizzere ad applicare il diritto dell’UE sebbene non sia ancora approvato dalle istituzioni svizzere (vedi n. 2.1).
Il processo di «decision shaping» è oggetto di 18 pareri. 4 partecipanti non permanenti alla consultazione sono favorevoli alla nuova possibilità concessa alla Svizzera di partecipare all’elaborazione delle normative, 1 dei quali propone che la consultazione del settore nel «decision shaping» sia sancita dalla legge. 14 partecipanti non permanenti alla consultazione si rammaricano che il recepimento completo della normativa comporti la mancata partecipazione del settore e chiedono pertanto che questa venga ripristinata, in modo da garantire un coinvolgimento tempestivo e attivo delle categorie interessate (vedi n. 2.1.1.2).