Rapporto intermedio

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 118 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 77Fedlex · Rapporto sui risultati

Tuttavia, un semplice monitoraggio non è sufficiente. Sono necessarie misure preventive come la tutela delle condizioni di lavoro e la protezione dei lavoratori più anziani contro i licenziamenti.

Le organizzazioni per la protezione dei consumatori (FRC, FPC, kf) sono favorevoli all’apertura del mercato, purché siano adottate misure di protezione efficaci per i piccoli consumatori finali che optano per il libero mercato. L’attuale configurazione del servizio universale favorisce i gestori di rete e grava unilateralmente sui consumatori finali. Un’apertura completa del mercato creerebbe libertà di scelta, promuoverebbe la concorrenza e rafforzerebbe gli incentivi all’efficienza, mentre il servizio universale e il servizio sostitutivo potrebbero continuare a garantire la protezione di base. FPC chiede tuttavia una nuova concezione del servizio universale, con la quale si applicherebbe un’unica tariffa in tutta la Svizzera.

Diversi partecipanti alla consultazione, tra gli altri dei settori agricoltura (tra cui USC) e turismo (tra cui FST) nonché associazioni economiche con un’elevata percentuale di PMI, sottolineano l’importanza di mantenere la possibilità di un servizio universale regolamentato.

PLR e PVL accolgono con favore l’apertura completa del mercato. I Verdi approvano il mantenimento del servizio universale, ma criticano l’abbassamento della soglia a 50 MWh e chiedono che i consumatori abbiano la possibilità di ottenere informazioni sulle caratteristiche ecologiche dell’elettricità. Oltre al monitoraggio, i Verdi chiedono misure di prevenzione per i lavoratori. PS non si pronuncia concretamente sul servizio universale, giudicandone nel complesso insufficiente l’attuazione a livello nazionale. UDC è l’unico partito a criticare l’apertura completa del mercato, ritenendola un pericolo per i consumatori finali.

Secondo diversi partecipanti, le nuove prescrizioni in materia di disgiunzione si spingono troppo oltre, in particolare perché sono più severe rispetto a quelle dell’UE e quindi necessariamente caratterizzate da uno «swiss finish». In questo contesto, soprattutto il settore elettrico sostiene che dovrebbero rimanere possibili i cosiddetti «shared services». Deve inoltre essere mantenuta la possibilità per i soggetti della società madre di essere rappresentati nel consiglio di amministrazione del gestore della rete di distribuzione per esercitare i loro diritti di vigilanza. Si critica inoltre il fatto che l’attuazione delle disposizioni sulla disgiunzione comporti un notevole onere supplementare e costi che in ultima analisi dovrebbero essere sostenuti dai consumatori finali (tra cui CdC, ZH, GL, ZG, FR, SO, BS, AR, AI, SG, NE, AES, Swisspower). Tuttavia, altri partecipanti (tra cui TI, Il Centro e COMCO) sostengono esplicitamente le rigorose prescrizioni sulla disgiunzione contenute nell’avamprogetto posto in consultazione. Alcuni hanno addirittura chiesto un abbassamento della soglia da 100 000 consumatori finali a 30 000 o a 10 000.

Secondo CdC e EnDK la disgiunzione deve essere attuata in maniera proporzionata ed entro termini sufficientemente lunghi in Svizzera. Il fatto che le prescrizioni in materia di disgiunzione riguardino solo i gestori delle reti di distribuzione di oltre 100 000 aziende è accolto con favore. EnDK è inoltre favorevole a limitare le prescrizioni agli