Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 125 pagine

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degli accordi relativi al mercato interno, che non possono essere modificati unilateralmente dall’UE, e non comprende l’ambito coperto dalle eccezioni. CdC e i Cantoni citati osservano che la Svizzera ha ottenuto il diritto di partecipare all’elaborazione degli atti giuridici dell’UE che la riguardano («decision shaping») analogamente agli Stati SEE. Infine, viene espressa la richiesta di vedere precisate, in maniera appropriata, nel messaggio, le conseguenze del recepimento dinamico sui Cantoni. UR considera un successo negoziale il fatto che il sistema politico svizzero, le sue istituzioni e il loro funzionamento non siano messi in discussione dal recepimento dinamico e che la Svizzera possa continuare a decidere autonomamente, nel quadro delle sue procedure costituzionali, se adottare o meno il nuovo diritto dell’UE. UR considera inoltre positivo il fatto che il recepimento dinamico sia limitato ai campi di applicazione degli accordi relativi al mercato interno e dell’Accordo sulla sanità. GR e JU accolgono con favore l’introduzione del diritto di partecipazione per la Svizzera («decision shaping»). JU sottolinea positivamente anche la limitazione del recepimento dinamico agli accordi relativi al mercato interno e il ruolo centrale della procedura di approvazione nazionale nel recepimento di nuovi atti giuridici dell’UE. SZ, OW, NW, GL e TG si oppongono al recepimento dinamico perché sono dell’opinione che ciò porti a minare la democrazia diretta (SZ), abbia forti ripercussioni su di essa (NW) o almeno limiti, di fatto, i diritti di partecipazione democratica diretta (GL). Secondo SZ le procedure di consultazione a livello cantonale diventerebbero degli esercizi formali. Anche OB e NW sono convinti che il «decision shaping» sia sopravvalutato. OB, NW e TG citano infine la complessità associata a tali procedure (OB, TG), la grande quantità di risorse necessarie (OB, NW, TG) e l’aumento della burocrazia (NW, TG) come ulteriori aspetti negativi del recepimento dinamico.

Tra i partiti, Il Centro, PEV, i Verdi, PVL e PS si esprimono a favore del recepimento dinamico, compreso il «decision shaping». Il Centro esprime soddisfazione per il fatto che al recepimento dinamico siano stati posti chiari limiti e che non sia possibile un allargamento unilaterale del suo campo di applicazione da parte dell’UE. PEV è convinto che la procedura prevista consenta alla Svizzera di decidere in modo indipendente e sovrano, e anche i Verdi apprezzano il fatto che non vengano toccati i diritti democratici garantiti dalla Costituzione. PVL ritiene che la procedura sia trasparente e che siano previsti adeguati diritti di partecipazione. Secondo PS recepimento dinamico non significa recepimento automatico: con la procedura prevista le strutture democratiche e la sovranità della Svizzera sono rispettate. A suo avviso, il «decision shaping» rafforzerebbe inoltre nel complesso la legittimazione democratica di norme che potrebbero avere ripercussioni sulla Svizzera. UDF e UDC sono contrarie al recepimento dinamico, che sarebbe una forma di recepimento automatico del diritto dell’UE. UDC ritiene in particolare che la Svizzera non sarebbe più in grado di decidere liberamente, in quanto verrebbe minacciata da possibili misure di compensazione se non accettasse il recepimento. Inoltre, dal suo punto di vista le possibilità della Svizzera di esercitare un’influenza nel processo di «decision shaping» sarebbero molto limitate. Il metodo dell’integrazione sarebbe particolarmente pericoloso, perché in questo caso Parlamento, Governo e Popolo non potrebbero avere più alcuna influenza. PLR non formula una posizione chiara in merito al recepimento dinamico. È favorevole al pacchetto, ma sottolinea che all’interno del partito ci sono forti voci critiche, in parte connesse ai rischi del recepimento dinamico, che potrebbe mettere in discussione pilastri fondamentali dell’ordinamento svizzero.