Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 125 pagine
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tempo che i costi aggiuntivi che superano quanto previsto nelle convenzioni sulle prestazioni tra la Confederazione e i Cantoni (p. es. procedura di notifica centralizzata) siano assunti dalla Confederazione.
La maggioranza dei partiti (Il Centro, PEV, Verdi, PVL, PS) accoglie sostanzialmente con favore l’esito dei negoziati nell’ambito della protezione dei salari. Vari partiti (Il Centro, Verdi, PS) sottolineano l’importanza della protezione dei salari per l’accettazione del pacchetto Svizzera–UE (Bilaterali III). Per quanto riguarda l’esito dei negoziati in materia di politica estera, valutano positivamente le eccezioni negoziate (Il Centro, Verdi, PS), i principi «parità di retribuzione per lo stesso lavoro nello stesso luogo» (PVL, PS) ed «esecuzione duale» (PS), nonché la clausola di non regressione (Il Centro, Verdi, PVL, PS). Il Centro e PS sottolineano che nell’ambito della politica estera la Svizzera non ha raggiunto una soluzione in materia di spese, ma approvano la soluzione proposta nella LDist. PS valuta positivamente la partecipazione all’IMI nell’esecuzione transfrontaliera. UDC ritiene che il piano di garanzia a tre livelli (principi, eccezioni, clausola di non regressione) non funzionerà a lungo termine e valuta in modo negativo la soluzione concernente la regolamentazione sulle spese, dato che il principio «parità di retribuzione per lo stesso lavoro nello stesso luogo» non può essere attuato senza violare la legge.
In linea di massima la maggioranza dei partiti (Il Centro, PEV, Verdi, PVL, PS) accoglie con favore le misure di accompagnamento nazionali nell’ambito della protezione dei salari. PEV, Verdi e PS sostengono le misure 1–14. 2 partiti (Verdi, PS) ritengono che rinunciare a singole misure metta in discussione la possibilità che il pacchetto Svizzera–UE (Bilaterali III) ottenga il consenso della maggioranza. Il Centro e PVL appoggiano le misure 1–13 e vedono con occhio critico il miglioramento della protezione contro la disdetta per i rappresentanti eletti dei lavoratori, per i membri di un organo paritetico di un istituto di previdenza a favore del personale e per i membri dei comitati nazionali di settore il cui ambito di attività è coperto da un contratto collettivo di lavoro di obbligatorietà generale (misura 14). PLR respinge la misura 14 e intende procedere a un esame critico dell’accordo già raggiunto dalle parti sociali sulle misure 1–13, dato che le misure collaterali non devono essere estese. UDC valuta negativamente le misure di politica interna e sottolinea che il rapporto esplicativo dovrebbe specificare le ripercussioni in termini di aumento della burocrazia, di requisiti informatici e dei relativi costi per i Cantoni e i datori di lavoro/le aziende.
Tra le associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna, solo UCS fornisce una valutazione globale dell’esito dei negoziati e delle misure di accompagnamento nazionali nell’ambito della protezione dei salari. UCS ritiene che il piano di garanzia a tre livelli negoziato con l’UE sia, unitamente alle misure di accompagnamento interne, coerente e accettabile. Deplora che non sia stato possibile ottenere alcuna eccezione riguardo alla regolamentazione sulle spese, ma sostiene l’attuazione di tale regolamentazione come misura di politica interna.
Le associazioni mantello dell’economia (economiesuisse, USI, ASB, USS, SIC, Travail.Suisse) accolgono sostanzialmente con favore l’esito dei negoziati nell’ambito della protezione salariale in combinazione con le misure di accompagnamento nazionali, ma esprimono diverse riserve. Valutano in linea di massima positivamente le eccezioni