Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 125 pagine

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dal diritto di soggiorno permanente le persone non esercitanti un’attività lucrativa (nuovo art. 7e ALC), Operation Libero invita il Consiglio federale ad attuare il diritto di soggiorno permanente sulla base del diritto europeo vigente e ad applicare questa disposizione facoltativa unicamente in caso di un’evoluzione giuridica finanziariamente insostenibile. Verein Bilaterale III Nein considera che questa modifica amplia il diritto all’aiuto sociale per i cittadini dell’UE rendendo pressoché impossibile interrompere l’erogazione delle prestazioni, anche in caso di forte dipendenza dall’aiuto sociale.

NW, BL, JU e TI appoggiano espressamente la disposizione riguardante la perdita della qualità di lavoratore e del diritto di soggiorno (art. 61a). NW rileva che la disposizione implica una maggiore collaborazione tra le autorità dell’aiuto sociale, gli uffici del lavoro e le autorità migratorie, con un conseguente aumento dell’onere amministrativo per i Cantoni o i Comuni. Precisa inoltre che i criteri per essere considerati lavoratori non sono severi. BL chiede di precisare che l’articolo 61a capoverso 1 primo periodo AP-LStrI si applica in caso di primo impiego in Svizzera e non concerne le persone che concludono un contratto di durata determinata inferiore a dodici mesi dopo aver già occupato altri impieghi in Svizzera. Secondo VD è necessario precisare la nozione di attività lucrativa. JU sottolinea che l’attuazione di questa misura comporta un onere lavorativo supplementare per le autorità competenti, in particolare per quanto riguarda la costatazione di un’assenza manifesta di volontà di collaborare con l’ufficio regionale di collocamento (URC). TI rileva che l’obbligo di notifica al servizio pubblico di collocamento comporterà un aggravio della mole di lavoro per gli URC e ritiene che il termine per notificarsi all’URC dovrebbe essere di corta durata. TI riporta inoltre quale fattore di rischio il fatto che, in caso di adempimento degli obblighi nei confronti dell’URC, la qualità di lavoratore potrà essere prorogata quasi a tempo indeterminato, così creando situazioni abusive. Infine, TI ritiene che le modalità secondo le quali gli uffici cantonali competenti in materia di aiuto sociale vengono informati in merito al decadimento dello statuto di lavoratore restano in sospeso. Secondo UDC una persona che perde il proprio impiego nei primi dodici mesi non dovrebbe più beneficiare di un diritto di soggiorno; a suo avviso è fuori luogo che oltre questi dodici mesi basti annunciarsi all’URC per non perdere il diritto di soggiorno; reputa che un siffatto sistema presenti un elevato rischio di manipolazione. Travail.Suisse, transfair e Syna considerano l’obbligo di annunciarsi all’URC una soluzione pragmatica e accettabile. Rifiutano invece che, indirettamente, i consulenti degli URC decidano su questioni inerenti al diritto migratorio.

In merito alle situazioni di abuso di diritto (art. 61c), TI è favorevole all’elenco non esaustivo e auspica ulteriori chiarimenti. UDC ritiene che chi risiede all’estero per oltre metà anno (in maniera continuativa o cumulativa) non debba poter rivendicare alcun diritto di soggiorno. HotellerieSuisse chiede di precisare espressamente nel messaggio che la disposizione non concerne i contratti di lavoro stagionali di durata determinata, tipici del settore alberghiero.

Quanto all’estinzione del diritto di soggiorno (art. 61d), NW ritiene che il recepimento parziale della direttiva 2004/38/CE comporti delle divergenze rispetto all’attuale prassi cantonale in materia di permessi (p. es. possibilità di revoca in caso di percezione dell’aiuto sociale). TI appoggia la misura ma rileva che non è chiaro se il diritto di sog-