Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 125 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 74Fedlex · Rapporto sui risultati
Tra le associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna, UCS ritiene comprensibile l’importo previsto per il contributo. SAB al contrario non è d’accordo e sottolinea la mancanza di mezzi per il suo finanziamento. Tra le associazioni mantello dell’economia, economiesuisse, USI e ASB giustificano un aumento dell’attuale contributo di coesione della Svizzera per il periodo 2030–2036 con l’elevato valore presente e futuro degli accordi relativi al mercato interno e degli accordi di cooperazione dal punto di vista economico. Tuttavia, il contributo è elevato alla luce della difficile situazione finanziaria della Confederazione, per questo motivo i contributi ai programmi dovranno essere rigorosamente verificati in termini di rapporto costi-benefici (v. n. 2.8). USAM osserva che il contributo svizzero sarà maggiore di quello attuale.
26 degli altri partecipanti alla consultazione giudicano adeguato il suo importo (tra cui CVCI, ASPE, scienceindustries). Gli 11 partecipanti che respingono nel complesso il contributo (tra cui autonomiesuisse, AGV), criticano anche il suo ammontare.
2.10.1.3 Priorità tematiche e attuazione
Sulle priorità tematiche del contributo svizzero 2030–2036 e/o sulla ripartizione tra il settore della coesione e quello delle sfide comuni (migrazione) sono pervenuti 40 pareri. 3 partecipanti alla consultazione si dicono favorevoli a queste priorità (PEV, Commercio Svizzera, VSPB). MASS-VOLL è fondamentalmente contrario mentre USAM e VFAS criticano nello specifico il contributo destinato al settore della migrazione. 34 partecipanti menzionano le priorità senza prendere una posizione specifica in merito (tra cui CdC, ZH, UR, GL, ZG, FR, SO, AR, AI, SG, VD, NE, Il Centro, Verdi, PVL, UDC, PS, SAB, USC).
CdC sottolinea che la Svizzera ha ottenuto, nei negoziati, che oltre alla coesione possano essere prese in considerazione anche importanti sfide comuni, come la migrazione. Poiché l’utilizzo dei fondi viene definito direttamente con i Paesi partner, la Svizzera può mettere in primo piano le proprie priorità tematiche e garantire che i fondi vengano utilizzati in modo mirato. 10 Cantoni (ZH, GL, ZG, FR, SO, AR, AI, SG, VD, NE) fanno riferimento al parere della CdC nelle loro prese di posizione. Da parte sua, anche UR mette in evidenza che è stato possibile garantire che importanti sfide comuni, come la migrazione, possano continuare a essere prese in considerazione.
Tra i partiti, PEV accoglie con favore il fatto che il contributo sia connesso a chiare priorità tematiche. Il Centro e UDC menzionano la prevista ripartizione tra il settore della coesione e la migrazione senza prendere una chiara posizione in merito. PVL e PS citano come esempi i progetti del secondo contributo svizzero (PVL) e possibili priorità tematiche come la formazione professionale, l’inclusione sociale e la protezione del clima (PS). I Verdi sottolineano il loro rifiuto dell’uso di fondi destinati al settore della migrazione per la sicurezza delle frontiere o per progetti volti a ostacolare i flussi migratori. USAM si esprime negativamente sul settore della migrazione, criticando il sostegno a progetti relativi alle procedure di asilo e all’accoglienza negli Stati membri dell’UE.
In diversi pareri (tra cui SAB e USC) viene richiesta una maggiore «swissness». SAB sottolinea i suoi contatti con rappresentanti di regioni montane, per esempio nell’area