Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 237Fedlex · Rapporto esplicativo
La decisione del tribunale arbitrale riguarda soltanto la presenza dei gravi problemi addotti e il legame con l’applicazione dell’ALC. In caso di decisione positiva del tribunale arbitrale, la parte contraente richiedente può decidere autonomamente in merito al tipo di misure. Le misure protettive e quelle di riequilibrio devono limitarsi all’ambito contemplato dall’ALC ed essere proporzionate (art. 14a par. 3 e 5 del protocollo di modifica dell’ALC). Inoltre, vanno privilegiate le misure che perturbano il meno possibile il funzionamento dell’ALC (cfr. art. 14a par. 6 del protocollo di modifica dell’ALC).268 Le misure protettive e le misure di riequilibrio sono oggetto di consultazioni in seno al CM ogni tre mesi (art. 14a par. 7 del protocollo di modifica dell’ALC). Se le giudica sproporzionate, la parte contraente interessata dalle misure deve avviare una procedura ordinaria di composizione delle controversie (cfr. n. 2.1).
Nella procedura relativa alla clausola di salvaguardia può essere coinvolta anche la CGUE. La decisione se consultare o meno la CGUE spetta tuttavia in ogni caso al tribunale arbitrale. In generale il tribunale arbitrale può adire la CGUE soltanto se sorge una questione legata all’interpretazione o all’attuazione del diritto dell’UE. La CGUE non può intervenire di sua propria volontà in una procedura relativa alla clausola di salvaguardia o in una procedura arbitrale. Secondo l’interpretazione consensuale delle delegazioni negoziali, le situazioni che fanno scattare la procedura relativa alla clausola di salvaguardia non sono nozioni del diritto dell’UE. Inoltre, in una procedura urgente relativa alla clausola di salvaguardia, il tribunale arbitrale deve in ogni caso decidere entro 30 giorni in merito all’eventuale adozione provvisoria di misure protettive. Tale termine esclude di fatto il coinvolgimento della CGUE (art. III.10 dell’appendice relativa al tribunale arbitrale, cfr. n. 2.1).
Le disposizioni del nuovo articolo 14a ALC lasciano un margine di manovra per l’attuazione nel diritto interno. La LStrI concretizza e fissa le condizioni e le competenze per l’attivazione della clausola di salvaguardia e per l’adozione di eventuali misure protettive (art. 21b AP–LStrI; cfr. n. 2.3.8.1.1).
Una decisione negativa del tribunale arbitrale pone fine alla procedura riguardante la clausola di salvaguardia di cui al nuovo articolo 14a ALC. La parte contraente richiedente è libera di adottare ciononostante misure protettive, nel caso della Svizzera conformemente all’attuazione complementare nel diritto interno nella LStrI. La LStrI sancisce a livello di legge federale la possibilità di adottare misure protettive anche in presenza di una decisione arbitrale che stabilisce che le condizioni per adottare misure protettive non sono soddisfatte (cfr. n. 2.3.8.1.1). Il legislatore vi introduce consapevolmente la possibilità di derogare all’ALC, accettando le conseguenze contrattuali (eventuali misure di riequilibrio dell’UE nell’ambito della composizione delle controversie). Se ritiene che le misure protettive della Svizzera, adottate in opposizione alla decisione del tribunale arbitrale, violino l’ALC, l’UE deve avviare una procedura ordinaria di composizione delle controversie per violazione dell’accordo (cfr. n. 2.1).
268 Al contrario delle misure nell’ambito della procedura di composizione delle controversie, che possono essere adottate in tutti gli accordi sul mercato interno (fatta salva la parte agraria dell’accordo sul commercio di prodotti agricoli, cfr. n. 3.1).