Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine

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Nel quadro dell’approccio «a pacchetto» la Svizzera ha inoltre deciso di assumersi un impegno finanziario supplementare una tantum che rispecchi il livello di partenariato e di cooperazione con l’UE nel periodo tra la conclusione materiale dei negoziati alla fine del 2024 e l’entrata in vigore del nuovo meccanismo giuridicamente vincolante. Questo periodo è suddiviso in due fasi, una precedente e una successiva all’entrata in vigore della parte relativa alla stabilizzazione del pacchetto Svizzera-UE. L’ammontare del contributo finanziario supplementare previsto è di 130 milioni di franchi all’anno dalla fine del 2024 all’entrata in vigore della parte relativa alla stabilizzazione del pacchetto Svizzera-UE, e di 350 milioni di franchi all’anno dal momento dell’entrata in vigore della parte del pacchetto relativa alla stabilizzazione all’avvio del primo contributo svizzero nel 2030. L’impegno finanziario supplementare una tantum è destinato esclusivamente alla cooperazione nel settore della coesione e dovrà essere attuato per un periodo di dieci anni dall’inizio del primo periodo di contribuzione nel 2030. Il progetto include pertanto anche il relativo credito d’impegno. La parte relativa alla stabilizzazione del pacchetto Svizzera-UE entrerà in vigore al più presto il 1° gennaio 2028. Se questa data sarà posticipata, il credito d’impegno per l’importo supplementare non potrà probabilmente essere sfruttato del tutto.

L’ammontare del contributo svizzero nei periodi di contribuzione successivi al 2036 sarà definito, d’intesa tra la Svizzera e l’UE, sulla base del meccanismo previsto dall’Accordo sul contributo; ciò garantisce a entrambe le Parti la necessaria certezza di pianificazione. Il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento al momento opportuno, per approvazione, le relative richieste di crediti d’impegno per i periodi di contribuzione successivi al 2036.

Il Consiglio federale ritiene che il mandato negoziale sia stato pienamente adempiuto. Chiede l’approvazione dell’Accordo sul contributo e della relativa legislazione di attuazione nell'ambito della parte stabilizzazione del pacchetto Svizzera-UE.

2.10.2 Situazione iniziale

Da molti anni il contributo svizzero è parte integrante della via bilaterale. Con il primo contributo all’allargamento (primo contributo per la coesione, dal 2007) e con il secondo contributo (dal 2019), la Svizzera concorre a ridurre le disparità economiche e sociali all’interno dell’UE. Gli Stati partner del contributo all’allargamento (fr. 1 mia.) erano, originariamente, i dieci Stati membri entrati a far parte dell’UE nel 2004: Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria e Cipro (UE-10). Il contributo è stato aumentato dopo l’ingresso nell’Unione, nel 2009, di Bulgaria e Romania (fr. 257 mio.), e nel 2014 della Croazia (fr. 45 mio). Dal 2019 è stato stanziato il secondo contributo svizzero, che con un importo totale di 1,302 miliardi di franchi è pari al contributo all’allargamento. Gli Stati partner nel settore della coesione sono gli stessi 13 Paesi del contributo precedente, a cui si aggiungono alcuni Stati messi particolarmente sotto pressione da grandi flussi migratori, come l’Italia e la Grecia.

La politica di coesione è un ambito fondamentale per l’UE: comprende vari strumenti, tra cui il Fondo di coesione, e rappresenta, nel bilancio a lungo termine dell’Unione (il quadro finanziario pluriennale, QFP), quasi un terzo del totale, con 392 miliardi di