Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine
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riunioni a livello tecnico. Le questioni aperte, soprattutto nella fase finale, sono state chiarite a livello dei capi negoziatori.
Poiché la validità della base legale del contributo svizzero – la legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est – era limitata al 31 dicembre 2024, il 21 giugno 2023 il Consiglio federale ha deciso, in occasione dell’approvazione dei parametri per il mandato negoziale con l’UE, di conferire l’incarico di elaborare gli elementi chiave di una nuova base legale per un contributo svizzero regolare. Il 15 dicembre 2023, contestualmente all’approvazione del progetto di mandato negoziale, l’Esecutivo ha specificato inoltre che la nuova base legale per l’attuazione dell’Accordo sul contributo doveva essere elaborata parallelamente ai negoziati con l’UE.
2.10.4 Procedura preliminare
Il 26 maggio 2021 il Consiglio federale ha deciso di non firmare il progetto di accordo istituzionale con l’UE e contestualmente di impegnarsi affinché i fondi per il secondo contributo svizzero ad alcuni Paesi membri dell’UE fossero sbloccati velocemente. I fondi erano stati approvati nel 2019 dal Parlamento, a condizione però che non venisse assunto alcun impegno finché fossero restate in vigore misure discriminatorie dell’UE nei confronti della Svizzera. Questa condizione aveva bloccato l’attuazione del contributo.
Una rapida messa a disposizione delle somme previste faceva parte dell’agenda di politica europea del Consiglio federale, nell’ottica di un proseguimento della via bilaterale. L’obiettivo era rimettere in moto e dare nuovi impulsi alle relazioni con l’UE. Sulla base del messaggio trasmesso l’11 agosto 2021518, il Parlamento ha approvato lo sblocco dei crediti d’impegno il 30 settembre 2021519.
Già prima della decisione del Consiglio federale del 26 maggio 2021 un parere consultivo della cattedra di conduzione dei negoziati e gestione dei conflitti del Politecnico federale di Zurigo aveva stabilito che, nella prospettiva di una normalizzazione della cooperazione con l’UE, era necessario prendere in considerazione un aumento del contributo finanziario svizzero. Nel caso di una interruzione dei negoziati per un accordo istituzionale, il parere proponeva di considerare un contributo annuale come parte di una sorta di «accordo ad interim». Per quanto riguarda l’ammontare del contributo, si sarebbe dovuto fare riferimento a versamenti analoghi di Paesi UE/SEE e la cifra avrebbe dovuto attestarsi sui 300-350 milioni di franchi all’anno520.
Il Parlamento ha preso inoltre in esame, soprattutto nell’ambito delle discussioni sulla mozione 22.3012 della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) «Misure urgenti a favore della piazza svizzera di ricerca, formazione e innovazione» del 1° febbraio 2022, la questione di un possibile aumento unico e immediato del secondo contributo svizzero nel caso di un’associazione a Orizzonte
518 FF 2021 1921
519 FF 2021 2517
520 Alternative nel processo negoziale: pareri di Michael Ambühl e Daniela Scherer (Politecnico federale di Zurigo), disponibile in tedesco. Cfr. www.dfae.admin.ch/it/europa > La via bilaterale > Visione d’insieme > Accordo istituzionale (fino al 2021) > Informazioni e documenti sull’accordo istituzionale.