Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine
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euro stanziati per gli anni 2021–2027516. Dal punto di vista dell’UE gli sforzi per promuovere la coesione tra gli Stati membri e le varie regioni dell’Europa sono centrali per la costruzione di un mercato interno e costituiscono la contropartita per la partecipazione a quest’ultimo. Di conseguenza l’UE chiede una partecipazione alla riduzione delle disparità sociali ed economiche anche a quei Paesi che hanno accesso al mercato interno sulla base di accordi. La Norvegia, l’Islanda e il Liechtenstein versano dunque contributi (attualmente pari a circa fr. 440 mio. all’anno) nel quadro della loro associazione al SEE, mentre Stati che non partecipano al mercato interno, come il Regno Unito, e le cui relazioni con l’UE si basano per esempio su un accordo di libero scambio, non vi sono tenuti.
Finora la Svizzera ha versato i suoi contributi autonomamente, rafforzando così le proprie relazioni bilaterali con gli Stati partner e promuovendo la coesione, che è un elemento essenziale per la stabilità e la sicurezza dell’Europa. I contributi vengono attuati direttamente con gli Stati partner. La Svizzera può definire le proprie priorità tematiche e coinvolgere partner di progetto svizzeri per garantire la qualità dei programmi supportati e rafforzare le relazioni bilaterali. In questo modo favorisce le relazioni economiche con questi Stati.
Al momento di avviare i colloqui esplorativi con l’UE, il 23 febbraio 2022 il Consiglio federale ha manifestato la propria disponibilità a verificare una possibile regolarizzazione del contributo svizzero nell’ambito dell’approccio «a pacchetto». Sulla base dei risultati di questi colloqui, la Commissione europea e la Svizzera hanno espresso, nell’Common Understanding del 27 ottobre 2023, l’intenzione di creare le basi per un contributo finanziario regolare svizzero, concordato ed equo, per la riduzione delle disparità economiche e sociali. L’obiettivo era anche quello di rispondere a importanti sfide comuni. Il nuovo meccanismo, giuridicamente vincolante, da predisporre entro l’inizio del prossimo QFP dell’UE, avrebbe dovuto inoltre comprendere un impegno finanziario supplementare una tantum per il periodo tra la fine del 2024 e l’entrata in vigore di tale meccanismo che rispecchiasse il livello di partenariato e di cooperazione tra Svizzera e UE in quel periodo517.
2.10.3 Obiettivi e andamento dei negoziati
Il mandato negoziale svizzero dell’8 marzo 2024 prevedeva la messa a punto di un meccanismo giuridicamente vincolante per un contributo regolare ad alcuni Stati membri dell’UE nel settore della coesione, con la possibilità di tenere conto anche di altre importanti sfide comuni, tra cui la migrazione. Nel quadro di questo meccanismo dovevano inoltre essere concordate le modalità di definizione del primo contributo e dell’impegno finanziario supplementare una tantum corrispondente al livello di partenariato e di cooperazione nel periodo tra la fine del 2024 e l’entrata in vigore del meccanismo stesso. Il meccanismo infine doveva essere attuato (incluso l’impegno finanziario supplementare) come parte del pacchetto Svizzera-UE. I negoziati del gruppo negoziale «contributo svizzero» sono stati avviati il 21 marzo 2024. Le delegazioni si sono riunite in 19 tornate negoziali ufficiali e in occasione di numerose
516 Cfr. www.ec.europa.eu/regional_policy/policy/what/investment-policy.
517 Cfr. Common Understanding, n. 18.