Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine

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popolazione estremamente elevata si tiene conto solo della quota della popolazione. Tramite un coefficiente specifico i valori percentuali così ottenuti vengono poi ridotti o aumentati con l’obiettivo di prendere maggiormente in considerazione gli Stati economicamente più deboli rispetto a quelli più forti. Infine, le quote vengono ricalcolate affinché la loro somma sia pari al 100 per cento.

Allegato II – Primo contributo finanziario della Svizzera ai sensi del presente Accordo per il periodo 2030–2036

Nell’allegato II sono definiti i dettagli relativi al primo contributo svizzero ai sensi dell’Accordo sul contributo. Per il periodo di contribuzione 2030–2036 la Svizzera verserà annualmente 350 milioni di franchi. Il periodo di attuazione previsto inizia contemporaneamente al periodo di contribuzione (2030) e dura fino al 2039. La Svizzera potrà utilizzare il 5 per cento dell’importo complessivo per la copertura dei costi di gestione (spese proprie) e il 2 per cento al massimo per il SEPF. I mezzi del SEPF sono destinati alla condivisione delle competenze svizzere e al partenariato oltre che al sostegno alla «Swissness» e alla qualità dei programmi e dei progetti.

Per il settore della coesione sono in media previsti 308 milioni di franchi all’anno. Almeno il 90 per cento di questi fondi sono assegnati agli accordi di attuazione con gli Stati partner. Oltre al 5 per cento utilizzato per i costi di gestione e al 2 per cento per il SEPF, un ulteriore importo corrispondente al massimo al 3 per cento potrà essere destinato alla creazione di un altro fondo nel settore della coesione. Nel caso, le priorità tematiche di un simile fondo (p. es. il sostegno a organizzazioni della società civile o l’istituzione di un fondo di ricerca gestito centralmente) e gli stanziamenti specifici dovranno essere indicati nel memorandum d’intesa per il periodo di contribuzione 2030–2036.

Stati partner nel settore della coesione sono Stati che alla data prevista rispondono ai criteri fissati nell’Accordo sul contributo (RNL inferiore al 90 % del RNL dell’UE). L’elenco è incluso nel memorandum d’intesa per il periodo di contribuzione 2030– 2036, che stabilisce inoltre la ripartizione dei mezzi tra gli Stati partner conformemente alla chiave di ripartizione definita nell’appendice 2. L’allegato II fissa anche le priorità tematiche generali per il contributo nel settore della coesione: (i) sviluppo umano e sociale inclusivo, (ii) sviluppo economico sostenibile e inclusivo, (iii) transizione verde, (iv) democrazia e partecipazione. Gli orientamenti tematici dettagliati saranno definiti nel memorandum d’intesa.

Il 12 per cento dell’importo complessivo, ossia in media 42 milioni di franchi all’anno, può essere destinato alla cooperazione nel settore della migrazione, una percentuale leggermente più alta dunque, nel periodo di contribuzione 2030–2036, rispetto a quella prevista per i periodi successivi (v. commento all’all. I n. 2). Ciò permette di tenere conto del fatto che l’impegno finanziario una tantum che si aggiunge ai fondi previsti per questo primo periodo dovrà essere impiegato interamente per il settore della coesione. Stati partner nel campo della migrazione saranno Stati membri dell’UE in cui la pressione migratoria è particolarmente forte e/o Stati membri dell’UE che hanno, come la Svizzera, un interesse a rafforzare la governance della migrazione. Come avviene già nel contesto del secondo contributo svizzero, la Svizzera potrà utilizzare una parte dei mezzi finanziari destinati al settore della migrazione per la creazione di un «Rapid Response Fund». Questo fondo