Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine

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notevole importanza per l’economia svizzera. In totale l’MRA comprende 20 settori di prodotti con un volume di esportazioni verso i Paesi UE di oltre 96 miliardi di franchi (circa il 72 % delle esportazioni di prodotti industriali verso l’UE) e un volume di importazioni dall’UE di più di 94 miliardi di franchi (circa il 64 % delle importazioni di prodotti industriali dall’UE). Dallo studio di Infras (2025) emerge che il mancato aggiornamento ha comportato costi aggiuntivi per i fabbricanti svizzeri, anche se la maggior parte dei loro prodotti era già stata certificata nell’UE. Tuttavia, i costi aggiuntivi variano notevolmente. Per le grandi imprese che avevano già filiali nell’UE e potevano designarle come rappresentanti autorizzati, ad esempio, i costi aggiuntivi ricorrenti sono stati molto bassi rispetto al fatturato (0,03–0,06 %); questi costi sono stati invece significativamente più alti per le PMI, alcune delle quali devono affidarsi a fornitori di servizi esterni per designare un rappresentante autorizzato (0,9–1,3 % per le piccole imprese; 0,3–0,8 % per le medie imprese). Oltre ai costi ricorrenti, le imprese hanno dovuto sostenere anche costi una tantum rilevanti per il passaggio alla situazione senza MRA, pari in media allo 0,3–0,7 per cento del fatturato e il cui importo è stato molto più elevato per le PMI. Questi costi rappresentano un fattore importante quando si tratta di decidere dove localizzare un’impresa: un terzo dei fabbricanti intervistati ha dichiarato di aver valutato in seguito al mancato aggiornamento dell’accordo se delocalizzare la produzione, e alcuni l’hanno effettivamente fatto.

Le imprese hanno dovuto sostenere costi aggiuntivi altrettanto elevati anche sul fronte delle importazioni (costi ricorrenti dello 0,3–0,4 % del valore delle importazioni), il che ha tendenzialmente significato prodotti più cari e meno diversificati sul mercato svizzero. Si sono inoltre verificati un calo in termini di efficienza amministrativa e un aumento dei costi del personale per Swissmedic, in quanto quest’ultima ha dovuto creare autonomamente un database per i dispositivi medici844 e ampliare la vigilanza sul mercato senza una cooperazione con l’UE.

Nello studio di BSS Volkswirtschaftliche Beratung sono state analizzate le ripercussioni del mancato finanziamento di singoli progetti a causa dello status della Svizzera di Paese terzo non associato ai programmi quadro di ricerca e innovazione dell’UE, come il programma Orizzonte Europa da 95,5 miliardi di euro. I risultati dello studio confermano quanto delineato da precedenti indagini condotte presso i partecipanti svizzeri a questi programmi845, ossia che i bandi di concorso nazionali non potevano sostituire i programmi dell’UE in termini di impatto. In ragione della forte competitività, la partecipazione ai progetti individuali dell’UE è sinonimo di grande prestigio per i ricercatori, gli istituti di ricerca, le PMI e le start-up svizzeri: up. Senza associazione, per il polo svizzero della ricerca diventa più complicato aggiudicarsi e mantenere ricercatori d’eccellenza. Oltre a essere esclusi dal finanziamento di singoli progetti, per partecipare a progetti collaborativi i ricercatori in Svizzera hanno dovuto far fronte a restrizioni e ricorrere a finanziamenti diretti della Confederazione approvati nell’ambito delle misure transitorie (v. n. 2.8.2.3.1). Ai ricercatori delle istituzioni

844 www.swissmedic.ch > Dispositivi medici > Swissdamed.

845 www.sbfi.admin.ch > Ricerca ed innovazione > Cooperazione internazionale nel campo della ricerca e dell’innovazione > Programmi quadro dell’UE > Fatti e cifre sulla partecipazione della Svizzera > Progetti individuali dei programmi quadro dell’UE di ricerca e innovazione: conseguenze della partecipazione svizzera (in tedesco).