Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine
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dell’UE in preparazione importanti per la Svizzera. Questa sottocommissione deve dunque seguire gli sviluppi del diritto dell’UE nel quadro degli accordi bilaterali relativi al mercato interno, degli accordi di associazione (in particolare a Schengen e a Dublino) e della partecipazione della Svizzera alle agenzie e ai programmi di promozione dell’UE. Il Consiglio federale potrebbe rafforzare la collaborazione con questa sottocommissione, se quest’ultima dovesse richiederlo (presentazione orale ai membri della commissione in merito ad atti giuridici dell’UE direttamente pertinenti per la Svizzera). La sottocommissione potrebbe inoltre tenersi informata su eventuali atti giuridici dell’UE di cui la Svizzera potrebbe voler tenere conto nell’elaborazione della propria legislazione nazionale anche se non è tenuta ad adottarli nell’ambito di un accordo bilaterale («attuazione autonoma» del diritto dell’UE come menzionato nel postulato 11.3916 Nordmann e il relativo parere del Consiglio federale) per sviluppare una politica di informazione mirata in merito all’«attuazione autonoma». Le stesse informazioni potrebbero inoltre essere fornite alla CPE-S, se quest’ultima lo ritenesse opportuno, in un formato di sua scelta.
Invio di un collaboratore parlamentare
L’invio a Bruxelles di un collaboratore dei Servizi del Parlamento sarebbe un mezzo efficace per garantire un’informazione diretta e tempestiva sugli sviluppi del diritto dell’UE pertinenti per la Svizzera. Questa persona potrebbe fare rapporto sulle procedure e gli sviluppi in corso nell’Unione di particolare interesse per il Parlamento. In questo campo le opzioni possibili sono due. Le Camere federali potrebbero inviare direttamente una persona presso il Parlamento europeo, come fanno, per esempio, i servizi parlamentari norvegesi e britannici. Questa persona, per il suo stesso posizionamento all’interno del Parlamento europeo avrebbe un accesso privilegiato a questa istituzione e ai suoi membri e si troverebbe nel cuore del processo legislativo dell’UE. In alternativa, le Camere federali potrebbero inviare una persona alla Missione della Svizzera presso l’UE creando così un canale privilegiato tra la Missione e il Parlamento. Questa persona sarebbe direttamente subordinata al capo della Missione e non avrebbe alcun diritto di codecisione materiale. La seconda soluzione presuppone che la separazione dei poteri sia rispettata e che il Parlamento garantisca il finanziamento richiesto nel quadro delle sue competenze. Le modalità concrete (p. es. mediante un accordo o un contratto) dovrebbero essere discusse dai Servizi del Parlamento svizzero direttamente con il Parlamento europeo e con il DFAE, tenendo conto di queste condizioni.
Viaggi di informazione
I viaggi di informazione annuali delle CPE rientrano nel campo di competenza delle Camere federali e devono essere approvati dall’ufficio della Camera interessata. Uno o più viaggi di informazione a Bruxelles potrebbero supportare il lavoro di informazione dei membri delle CPE in merito ad atti giuridici dell’UE pertinenti per la Svizzera in corso di elaborazione e più in generale in merito all’iter legislativo all’interno dell’Unione. Il Consiglio federale potrebbe sostenere l’organizzazione di simili viaggi di informazione.
Cooperazione parlamentare Svizzera-UE
Nel quadro del pacchetto Svizzera-UE è prevista una cooperazione rafforzata tra la Svizzera e l’UE sotto forma di un comitato parlamentare misto (v. n. 2.15). Questo