Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/63: Approvazione della modifica al trattato sulla Carta dell’energia · 40 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 3Fedlex · Rapporto esplicativo

ambientali correlati. Attualmente il Trattato conta 40 Parti contraenti. La Svizzera è Stato contraente dal 1996.

L’ECT è nato dopo la fine della Guerra fredda con l’obiettivo di garantire la certezza del diritto per gli investimenti energetici tra i Paesi occidentali e le ex Repubbliche sovietiche. Il Trattato è stato firmato nel dicembre 1994 ed è entrato in vigore nell’aprile 1998. La base dell’ECT è costituita dalla Carta europea dell’energia, una dichiarazione politica del 1991. Quest’ultima venne completata nel 2015 da un’ulteriore dichiarazione politica, vale a dire la Carta internazionale dell’energia (IEC), che introdusse una dimensione globale.

L’ECT contiene disposizioni fondamentali per la tutela degli investimenti nel settore dell’energia, in particolare per quanto riguarda il rispetto dei principi giuridici di base quali la non discriminazione e la proporzionalità. Prevede meccanismi di soluzione delle controversie sia tra Stati sia tra investitori e Stati. L’ECT è l’accordo di tutela degli investimenti più frequentemente invocato nell’ambito della procedura di composizione delle controversie tra investitori e Stati.

Per la Svizzera, che presenta un’economia aperta di medie dimensioni con risorse energetiche limitate, la cooperazione internazionale nel settore dell’energia è imprescindibile per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento nazionale. Regole internazionali affidabili in materia di commercio e transito dei materiali energetici e di tutela degli investimenti energetici rispondono quindi agli interessi del nostro Paese. Le imprese e i fondi svizzeri investono quasi esclusivamente nell’Unione europea (UE) e nell’Associazione europea di libero scambio (AELS). A partire dal secondo decennio degli anni 2000 gli investimenti si sono concentrati in misura sempre maggiore su centrali elettriche a fonti rinnovabili. Anche i gruppi internazionali con sede in Svizzera investono in infrastrutture energetiche all’estero.

Negli ultimi anni l’ECT è stato oggetto di critiche da parte di Parti contraenti, organizzazioni non governative e ambientaliste, che lo ritengono incompatibile con gli sforzi volti alla transizione energetica e alla tutela del clima. Queste critiche sono state una delle ragioni dell’avvio dei negoziati per la modernizzazione della Carta dell’energia nel 2017. L’obiettivo dei negoziati era adeguare l’ECT agli sviluppi intervenuti nel campo della tutela internazionale degli investimenti, al mutato contesto geopolitico e ai requisiti odierni in materia di sostenibilità sociale e ambientale, in particolare per quanto riguarda la protezione dell’ambiente e del clima.

I negoziati si sono conclusi sul piano materiale nel giugno 2022 con un accordo di massima unanime sull’esito dei negoziati. Dopo un’analisi accurata di tale esito diverse Parti contraenti, tra cui numerosi Stati membri UE, l’UE e l’EURATOM e il Regno Unito, hanno annunciato il proprio recesso dall’ETC, ritenendo l’esito dei negoziati insufficiente e il Trattato troppo restrittivo, in particolare a causa del numero elevato di procedimenti intra-UE, delle carenze sul piano della sostenibilità e dell’assenza di un tribunale arbitrale multilaterale per gli investimenti.

Nel dicembre 2024 l’ECC ha approvato all’unanimità gli emendamenti all’ECT. Spetta ora alle Parti contraenti ratificare il Trattato così emendato.