Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/74: Approvazione dell’accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Gabinetto dei ministri dell’Ucraina sulla cooperazione nel processo di ricostruzione dell’Ucraina · 11 pagine

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Swissmem prevede che l’Ucraina sarà in grado di creare nuovi posti di lavoro grazie alla tecnologia svizzera e alla conseguente nuova produzione.

Tuttavia, Swisscontact ritiene fondamentale che la partecipazione degli attori svizzeri apporti un valore aggiunto comparativo rispetto ad altri donatori internazionali e alle competenze locali e non sia legittimata unicamente dalla loro provenienza.

3.1.5 Migrazione e sfollamento

Il Centro e i Cantoni AI e AR affermano che la Svizzera è interessata a una rapida ricostruzione per motivi migratori. Il Cantone AR sottolinea che nel nostro Paese vivono diverse migliaia di rifugiati ucraini con lo status di protezione S, il cui rimpatrio potrebbe essere incoraggiato dall’Accordo. In generale, la CRS fa notare che diversi milioni di ucraini sono fuggiti o sono stati costretti a spostarsi all’interno del Paese stesso. Tra loro ci sono molte persone bisognose di protezione.

3.2 Principali argomenti contro

Coloro che rifiutano il progetto sono fondamentalmente contrari alla misura Aiuti finanziari in settori specifici contenuta nel presente Accordo. A essere criticato è soprattutto il ritorno al concetto di aiuto vincolato («tied aid»). Questo aspetto è il primo tra quelli citati da tutte le organizzazioni per lo sviluppo, oltre che da ASPE, USS e PS; a loro avviso è contrario alle raccomandazioni del Comitato per l’aiuto allo sviluppo dell’OCSE («Development Assistance Committee», DAC).

La maggior parte degli oppositori respingono il progetto facendo notare che i fondi per l’attuazione sarebbero compensati dalla CI. Le 15 organizzazioni per lo sviluppo chiedono che il finanziamento degli aiuti all’Ucraina a partire dal 2029 non venga più compensato nei bilanci della CI.

3.2.1 Aiuto vincolato

Le 15 organizzazioni per lo sviluppo ritengono che il ricorso agli aiuti vincolati sia controproducente, in quanto creerebbe un precedente con notevoli costi aggiuntivi per i contribuenti svizzeri.

L’ASPE fa riferimento a studi internazionali da cui emerge che gli aiuti vincolati aumentano i costi dei progetti del 15-30 %. Non c’è garanzia che ogni franco venga utilizzato nel modo più vantaggioso.

Per il PS gli aiuti vincolati sono inaccettabili a livello internazionale. Nella sua ultima revisione della CI, l’OCSE-CAS ha raccomandato che la Svizzera torni a fornire aiuti non vincolati anche nel contesto del programma per l’Ucraina.

3.2.2 Concorrenza nei confronti delle aziende ucraine

Le 15 organizzazioni per lo sviluppo, l’ASPE, l’USS, il PS e Valais Solidaire dubitano che il coinvolgimento del settore privato svizzero non sia in concorrenza con le aziende ucraine. Secondo l’USS, ciò di cui ha effettivamente bisogno il Paese in guerra è il sostegno alla propria economia, che si compone per circa il 90 % di PMI.

Per le 15 organizzazioni per lo sviluppo non è ancora chiaro come l’Ucraina possa garantire l’acquisto di beni e servizi non disponibili in loco. L’Accordo non prevede alcuna procedura per garantire che le aziende ucraine non vengano escluse. Sottolineano inoltre che non è possibile un confronto diretto, dal momento che gli appalti nei settori coperti dall’Accordo non sono aperti alle aziende ucraine.

Il PS sostiene che collegare i fondi per lo sviluppo ad appalti nei Paesi donatori è dannoso per l’economia locale del Paese beneficiario.

Le 15 organizzazioni di sviluppo considerano non comprovata l’aspettativa secondo cui le aziende che partecipano alla misura Aiuti finanziari in settori specifici si affermino sul mercato locale a medio termine, investano in Ucraina e producano effetti sullo sviluppo. Il fatto che la Confederazione finanzi le esportazioni svizzere scoraggia le aziende dall’effettuare investimenti in Ucraina, visto che coprono già questo mercato.