Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/74: Approvazione dell’accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Gabinetto dei ministri dell’Ucraina sulla cooperazione nel processo di ricostruzione dell’Ucraina · 11 pagine

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Per il Cantone UR occorre garantire che i fondi federali a favore dell’Ucraina non vadano a scapito di altri importanti compiti federali, soprattutto nel contesto delle misure di sgravio applicabili dal 2027. Il Cantone BE chiede che l’Accordo continui a essere sostenuto dalla Confederazione anche nella fase 2029−2036 e che non abbia alcun impatto finanziario sui Cantoni.

Economiesuisse esige che, vista la difficile situazione delle finanze federali, anche nella fase 2029−2036 sia garantito il rispetto del freno all’indebitamento. L’UDC chiede che non vengano concessi ulteriori prestiti. Eventuali contributi devono essere coperti esclusivamente dall’attuale quadro finanziario della CI, senza nuovi crediti d’impegno o ampliamenti e senza destinare a scopi diversi i fondi previsti per altri compiti.

Swisscontact chiede che venga esaminata la possibilità di finanziare almeno una parte delle misure di ricostruzione attraverso un fondo separato.

3.3.3 Ruolo attivo dell’Ucraina

Alcuni partecipanti vorrebbero in particolare che l’Ucraina assumesse un ruolo attivo, caratterizzato da un approccio di partenariato. Il Cantone AG ritiene importante che la leadership nella selezione dei beni e dei servizi da fornire spetti all’Ucraina, come previsto dall’Accordo. Prendendo spunto dall’affermazione del Consiglio federale, secondo cui «l’Ucraina detiene la leadership», anche la CRS è favorevole a lasciare che l’Ucraina assuma questo ruolo durante l’intero meccanismo di selezione.

Swisscontact accoglie con favore l’approccio basato sul partenariato sancito dall’Accordo. L’Ucraina non è vista solo come destinataria, ma come parte attiva e partecipe.

I Verdi descrivono la cooperazione prevista come un partenariato tra pari, in quanto l’Accordo prevede che l’Ucraina possa in primo luogo decidere in merito alle sue esigenze di ricostruzione e poi definire il proprio fabbisogno di beni e servizi finanziati dall’Accordo. Nonostante alcune criticità, apprezzano il principio di autodeterminazione previsto dall’Accordo e lo approvano.

Swisscontact è convinta che la Commissione mista istituita dall’Accordo garantirà una gestione paritaria.

3.3.4 Condizioni quadro per le procedure di appalto

La CRS ritiene opportuno che il processo di selezione si svolga mediante simap.ch. Tuttavia, l’accesso a simap.ch deve essere garantito anche all’Ucraina, in modo che il Paese possa essere coinvolto nel processo e che la selezione avvenga in un’ottica di partenariato.

Il Cantone AR attribuisce grande importanza al rispetto sostanziale dei principi del diritto in materia di appalti e prende atto delle osservazioni del Consiglio federale a questo proposito, approvandole. I Cantoni AG e ZG suggeriscono che la SECO fornisca consulenza o altri servizi adeguati a favore delle aziende svizzere in questione, in modo da favorire un’ampia partecipazione. Il Cantone AG teme che il nuovo processo formalizzato porti a prendere in considerazione solo le grandi aziende con determinate capacità gestionali.

I Cantoni JU e OW chiedono che le procedure di appalto siano organizzate in modo tale che anche le PMI possano partecipare alle gare. Il Cantone JU sottolinea l’importanza della collaborazione della Confederazione con le associazioni di categoria e i dipartimenti cantonali dell’economia.

Le 15 organizzazioni per lo sviluppo ritengono infondata l’eccezione alla legge federale sugli appalti pubblici (LAPub) che è stata introdotta nell’Accordo internazionale, ovvero l’esclusione dei fornitori stranieri.

Il PS afferma che il meccanismo di selezione previsto dall’Accordo, che consente solo alle aziende svizzere di presentare un’offerta, è in contrasto con i principi della LAPub.