Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/76: Legge federale sui prodotti della canapa (LPCan) – attuazione dell’iniziativa parlamentare 20.473 · 186 pagine

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Occorre tenere presente che i punti vendita esistenti negli Stati federali statunitensi con un mercato legale della canapa sono tutti a scopo commerciale. I modelli di vendita commerciale vengono associati a ripercussioni negative, in quanto sono i principali fattori trainanti della promozione delle vendite e quindi, in ultima analisi, del consumo66. Le conseguenze indesiderate della legalizzazione, come l’incremento del consumo problematico e l’aumento degli incidenti stradali e dei ricoveri in pronto soccorso, vengono interpretate sullo sfondo di diverse attività problematiche dell’industria della canapa, che mira a massimizzare gli utili67.

Uruguay

L’Uruguay è stato il primo Stato sovrano a legalizzare la canapa nel 2013. A livello politico, la legalizzazione è stata motivata con la protezione della salute umana e dei diritti dell’uomo68. Il Paese sudamericano ha optato per una regolamentazione severa con pieno controllo da parte dello Stato69, anche sotto forma di un registro dei consumatori: gli adulti che intendono consumare canapa devono farsi registrare per una di tre possibili fonti di approvvigionamento presso l’Instituto de regulación y control del cannabis (IRCCA). Le tre opzioni sono la canapa da autoapprovvigionamento, la canapa da associazioni di coltivazione (composte da 15–45 membri) o la canapa distribuita in modo controllato da farmacie autorizzate. Le quantità di fiori secchi autorizzate per la vendita sono simili per tutte le fonti di approvvigionamento70. Le farmacie non vendono altri prodotti della canapa come hashish, olio o prodotti commestibili. La produzione, il tenore di THC e il prezzo della canapa sono stabiliti dallo Stato. La canapa destinata alle farmacie proviene da produttori titolari di una licenza statale rilasciata dall’IRCCA. Solo i cittadini uruguayani con domicilio permanente in Uruguay possono farsi registrare presso l’IRCCA. È vietata qualsiasi forma di pubblicità. Non è ammesso fumare canapa nei luoghi dove vige un divieto di fumo generale.

Secondo l’IRCCA, nel 2023 era registrato il 36 per cento dei consumatori, di cui il 72 per cento coltivava canapa in proprio, il 13 per cento la acquistava dai CSC e il 15 per cento dalle farmacie. Una quota importante di consumatori non è registrata, ma acquista da persone registrate. Secondo le stime, questo «mercato grigio» potrebbe rappresentare fino a un terzo dei consumatori71. La quota del mercato illegale rimane dunque significativa. Tra i motivi si annoverano il numero limitato di farmacie e di produttori autorizzati, da cui derivano problemi di approvvigionamento, nonché il fatto che le misure contro la cessione siano attuate in misura insufficiente. Infine, sono oggetto di forti critiche anche gli oneri legati all’obbligo di registrazione, che inducono una parte dei consumatori a ripiegare sul mercato illegale e sul «mercato grigio».

66 Pardal, M. et al. (2023).

67 Rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 21.3280.

68 Hofmann, R. (2025).

69 Lei Nº 19.172, Marihuana y sus derivados.

70 Al massimo 480 g di fiori secchi da coltivazione in proprio all’anno, al massimo 40 g di fiori secchi al mese da farmacie e CSC (ossia 480 g all’anno).

71 IRCCA (2024): Cannabis sector in Uruguay. Novembre 2024.