Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/76: Legge federale sui prodotti della canapa (LPCan) – attuazione dell’iniziativa parlamentare 20.473 · 104 pagine

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chiede un’introduzione progressiva della tassa d’incentivazione per evitare che i prezzi sul mercato legale superino nettamente quelli sul mercato illegale.

D’altro canto, secondo CFIG e FvS il prezzo deve essere sufficientemente elevato da non incoraggiare al consumo i giovani adulti, sensibili al fattore prezzo. CFIG raccomanda di definire chiaramente i sistemi di prezzo e di tassazione nelle disposizioni di esecuzione e di monitorarli con studi di accompagnamento. Importanti indicazioni al riguardo possono provenire dalle sperimentazioni pilota in corso.

DiS precisa che è importante prevedere nei prezzi dei prodotti un margine per aggiungere una parte degli emolumenti (volti a recuperare le spese sostenute da Cantoni e Confederazione). Inoltre, si deve poter coprire i costi della concessione.

ASAC, Infodrog, NAS, PHCH, FSAG sottolineano la necessità di armonizzare i prezzi tra concessionari avvalendosi delle esperienze compiute con le sperimentazioni pilota.

5.10 Trattamento penale dei minorenni

BL fa presente che in base al progetto il consumo di canapa non sarebbe più punibile per i giovani e ai minorenni sarebbe consentito possedere quantità più elevate. Nessuno dei due aspetti è in linea con la protezione dei giovani. Auspica inoltre che il progetto chiarisca come devono procedere le autorità di perseguimento penale in caso di consumo e possesso da parte di minorenni. In questi casi dovrebbero essere previsti, per esempio, corsi di prevenzione obbligatori.

Per GE non è chiaro se il progetto preveda la punibilità per il consumo e il possesso da parte dei minorenni. Conformemente ai principi cui è improntato il diritto penale minorile, ovvero la protezione e l’educazione, i prodotti della canapa rinvenuti in possesso di un minorenne dovrebbero essere sequestrati e il consumo e il possesso vietati.

Anche ZH si esprime in favor di un divieto di consumo per i minorenni. Inoltre, si oppone alla legalizzazione del possesso di quantità superiori a quelle previste nell’articolo 19b capoverso 2 LStup per i minorenni e chiede che siano limitate agli adulti. Rimarca inoltre che dal progetto non si evince se la cessione a giovani sia punibile e possa essere perseguita qualora i genitori cedano ai figli minorenni prodotti della canapa provenienti da coltivazione e vendita legali.

UCS, CDCD e SCPCS auspicano che il possesso e il consumo di canapa da parte di minorenni non sia autorizzato né lasciato senza conseguenze: bisognerebbe come minimo poter mettere al sicuro e confiscare la merce, associando la misura a una denuncia alla magistratura dei minorenni o alla segnalazione a un centro di prevenzione.

KKPKS propone di reprimere esplicitamente il possesso e il consumo di canapa da parte di minorenni. Il sequestro dei prodotti in questione nei confronti dei minori dovrebbe inoltre essere autorizzato.

Per CoRoMA occorre precisare, in una nuova disposizione, che le disposizioni del capitolo 10 non si applicano alle persone che erano minorenni al momento dei fatti per infrazioni legate al possesso, al consumo o alla coltivazione di canapa per l’autoapprovvigionamento.

GREA e FSAG sostengono l’opportunità di decriminalizzare tutti gli atti correlati al possesso, al consumo e alla coltivazione di canapa per uso personale compiuti da minorenni. È infatti scientificamente provato che le sanzioni e la stigmatizzazione sono inefficaci e controproducenti. Secondo GREA e FSAG, i dati scientifici dimostrano che la criminalizzazione dei giovani consumatori non ne riduce l’abitudine al consumo, ma al contrario ostacola l’accesso alle cure e la recettività ai messaggi di prevenzione. Per timore di sanzioni, i giovani eviterebbero di ricorrere alle offerte di aiuto, aumentando i rischi sanitari e sociali. È inoltre incongruente voler proteggere i giovani e, nel contempo, criminalizzarli. Un simile approccio stigmatizza e marginalizza chi si dovrebbe invece aiutare, mettendone in pericolo lo sviluppo personale e l’integrazione sociale. Si fa riferimento in proposito alle esperienze compiute nei Paesi che hanno adottato un approccio di politica sanitaria (Portogallo, Paesi Bassi), in cui si registra una netta diminuzione del consumo problematico tra i giovani.

SSGPsy sottolinea l’importanza di continuare a seguire il principio «aiutare invece di punire» in linea con il diritto penale minorile. Le misure volte a modificare il comportamento devono essere anteposte alle sanzioni penali.