Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/76: Legge federale sui prodotti della canapa (LPCan) – attuazione dell’iniziativa parlamentare 20.473 · 104 pagine
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cpv. 1 lett. f), un sistema di autorizzazione cantonale anziché concessioni per i punti vendita (art. 39 e
48) e la vendita a scopo di lucro (art. 40 cpv. 1 lett. b e c). PLR esorta inoltre ad abolire il divieto di integrazione verticale (art. 9) e IG Hanf sollecita una revisione critica delle restrizioni previste per i salari e le provvigioni nei punti vendita, che costituiscono un’inutile ingerenza nella libertà d’impresa. Anche VLI chiede il rilascio di autorizzazioni anziché concessioni per i punti vendita e aliquote più basse della tassa d’incentivazione.
USAM auspica un coinvolgimento attivo del mondo economico nella revisione del progetto, al fine di elaborare una soluzione che tenga maggiormente conto delle realtà dell’economia locale e delle PMI e che, nel contempo, raggiunga in modo mirato gli obiettivi di politica sanitaria.
Le organizzazioni del settore delle dipendenze e della prevenzione (AT, Infodrog, LLS, NAS, PHCH) e del settore giovanile (ASAC, FSAG) nonché FSFP sottolineano che l’obbligo da parte dello Stato di controllare e limitare in modo esaustivo il commercio di canapa deriva dagli accordi internazionali ratificati.
5.3 Distinzione tra canapa a scopi medici e canapa a scopi non medici
BE e SO, USAM, KAV, Pharmasuisse nonché l’organizzazione di pazienti MedCanS criticano che non vi sia una sufficiente distinzione tra uso medico e non medico della canapa.
Ai fini di una separazione più chiara, il Cantone SO e KAV chiedono che solo le farmacie fungano da punti di dispensazione della canapa a scopo medico.
Pharmasuisse e MedCanS sottolineano che la canapa a scopi non medici non deve penalizzare la canapa a scopi medici. Occorre evitare che i pazienti tornino a essere consumatori.
5.4 Approccio nei confronti della canapa con un tenore di THC inferiore all’1 per cento
Secondo AG, la gestione della canapa con un tenore di THC inferiore all’1 per cento non è chiaramente disciplinata nel progetto di legge. La coltivazione e la produzione illegale di canapa avvengono spesso in stabilimenti di CBD apparentemente legali il cui controllo è ostacolato da considerevoli difficoltà (p. es. mandati di perquisizione), il che rende quasi impossibili controlli preventivi da parte della polizia.
UCS, gli organi dei funzionari di polizia (KKPKS, SCPCS) e del settore delle dipendenze (CDCD) nonché SSML auspicano un obbligo di segnalazione per la regolamentazione e il controllo di qualunque tipo di canapa, quindi anche per CBD e canapa industriale con un tenore di THC inferiore all’1 per cento. Ciò consentirebbe di agevolare la differenziazione tra produzione legale e illegale in caso di una segnalazione di sospetto o di accertamenti e controlli effettuati dalla polizia. Nel Cantone SG, per esempio, vige già un obbligo di segnalazione per la produzione di canapa industriale.
SDV chiede di precisare se il progetto concerne anche i prodotti che contengono CBD e con un tenore di THC inferiore all’1 per cento.
5.5 Divieti di consumo negli spazi pubblici
Per proteggere la salute e i giovani si chiedono restrizioni al consumo di canapa negli spazi pubblici. ZG chiede che sia vietato il consumo vicino a sedimi scolastici, parchi giochi, centri per bambini e adolescenti o centri sportivi. TI auspica restrizioni e divieti di consumo nei luoghi dove sono presenti, per esempio, minorenni o anziani. PEV e BKS rimarcano che il progetto dovrebbe contenere un divieto di fumare canapa nei luoghi pubblici e in presenza di bambini, adolescenti e giovani adulti. Tale divieto è necessario poiché la legge concernente la protezione contro il fumo passivo non lo prevede. Secondo KKPKS sarebbe opportuno vietare il consumo di canapa e di prodotti della canapa nei luoghi frequentati in particolare da numerosi minorenni (p. es. scuole o lidi pubblici). In alternativa, potrebbe essere imposto un divieto generale di consumo negli spazi pubblici.