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Consultazione 2025/83: Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 · 60 pagine
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Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 [Progetto posto in consultazione]
e quindi la resilienza. La partecipazione diretta di tutti i cittadini alla collettività e la sicurezza interna organizzata a livello federale presentano tuttavia anche delle vulnerabilità. Mediante una disinformazione mirata e la propaganda, ad esempio, è possibile rafforzare la polarizzazione all’interno della società. Il raggiungimento del consenso in modo democratico e la fiducia nei processi democratici, nello Stato e nei media potrebbe essere minata.
Stato di diritto, diritti umani e diritto internazionale umanitario
Per poter salvaguardare al meglio i propri interessi in materia di politica di sicurezza, la Svizzera ha bisogno di un mondo in cui il potere è limitato dal diritto. Il suo contributo alla pace e alla stabilità, allo sviluppo sostenibile e al diritto internazionale continua ad essere richiesto.13 Il suo impegno è rivolto alla rinuncia alla minaccia o all’uso della forza nelle relazioni internazionali, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite, alla sovranità e all’integrità territoriale di tutti gli Stati, ai diritti umani e al diritto internazionale umanitario. Questi valori, però, subiscono pressioni a livello globale. In un periodo in cui il numero e la portata dei conflitti armati sono aumentati, rispettare questi valori riveste un’importanza particolare ed è in linea con gli interessi e i valori della Svizzera e con quelli dei suoi Stati partner in Europa.
Neutralità
La neutralità della Svizzera è uno strumento di politica estera e di politica di sicurezza che storicamente ha avuto origine nel contesto dei conflitti intraeuropei e delle soluzioni di pace ed è stata ulteriormente sviluppata in modo costante in base alle sfide del momento.14 L’obiettivo della neutralità era quello di contribuire all’attendibilità della Svizzera e di servire i suoi interessi e quelli degli Stati con lei confinanti. Doveva evitare che fosse direttamente coinvolta in conflitti armati sul continente europeo. La neutralità contribuisce alla credibilità dell’impegno umanitario e dei «buoni servizi» della Svizzera.15 Inoltre, ha un effetto identitario per la popolazione svizzera.
Il diritto in materia di neutralità sancito dal diritto internazionale rappresenta il nucleo irrinunciabile della neutralità e impone obblighi in caso di conflitti armati a livello internazionale. Gli Stati neutrali non possono partecipare ad alleanze militari con obbligo di assistenza o sostenere militarmente gli Stati belligeranti. Inoltre, non possono fornire armi delle proprie scorte militari alle parti in guerra e in caso di esportazioni di beni militari da parte di aziende private deve essere osservato il principio della parità di trattamento. Nel caso in cui la Svizzera ritenga di essere stata attaccata, può cooperare con altri Stati per difendersi. La questione centrale che consente o meno l’applicazione della neutralità, ovvero quando un Paese è da considerare sotto attacco, è diventata più complessa con l’avvento dei conflitti ibridi (vedi il riquadro a pag.
13 Cfr. rapporto «Verteidigungsfähigkeit und Kooperation» (Capacità di difesa e cooperazione), rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 23.3000 CPS-S del 12 gennaio 2023 e del postulato 23.3131 Dittli del 14 marzo 2023, pag. 8-28.
14 Bericht über die Aussenpolitik der Schweiz (Rapporto sulla politica estera della Svizzera); BBl 1994 I 152, pag. 6 seg.
15 Cfr. rapporto «Chiarezza e orientamento nella politica di neutralità», Rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 22.3385 della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) dell’11 aprile 2022.