Rapporto sui risultati
Consultazione 2000/30: Legge sulla radiotelevisione (LRTV) · 62 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 18Fedlex · Rapporto sui risultati
del servizio pubblico. Il Cantone GR e la SSR vorrebbero che si optasse per la formulazione "nelle quattro lingue nazionali".
• Il mandato di promuovere la comprensione, la coesione e lo scambio fra le
regioni, le comunità linguistiche, le culture, le nazionalità e i gruppi sociali (art. 18 cpv. 1 lett. b) è considerato alquanto ambizioso dal Cantone ZG e definito un compito irrisolvibile dalla SSR. La Federazione delle comunità israelite vorrebbe parlare di "minoranze" invece che di "nazionalità". Auspicano un completamento del mandato l'Unione dei contadini (popolazione rurale) e la Commissione federale per la gioventù (varie generazioni).
• Esigenze della lingua retoromancia (art. 18 cpv. 2). Il Cantone GR vuole limitare
la formulazione ai programmi televisivi, dato che la radio retoromancia dispone di un proprio canale.
• La formulazione del contributo allo sviluppo della cultura (art. 18 cpv. 3 lett. b) è
giudicata incompleta e troppo poco specifica da Pro Helvetia; il mandato culturale dovrebbe essere sancito almeno in modo altrettanto marcato rispetto alla legge in vigore. Auspicano formulazioni complementari e più precise anche l'Associazione dei musicisti (STV), il SSM, l'USS, la Federazione delle comunità israelite. Chiedono che venga riservata un'attenzione particolare alla musica e al cinema svizzeri ARF, SFVP, Cinésuisse e Suissimage. Rivendicano un regime di quote vincolante Action CH-Rock, Suisseculture, l'USDAM, la Società svizzera degli artisti-interpreti, Suisa (almeno il 20 % del tempo d’antenna totale dedicato alla musica), la Commissione del cinema, , il Consiglio della musica, VSV, l'Associazione dei musicisti, il Cantone AG. La Società degli scrittori chiede l'esame di un regime di quote per le trasmissioni sulla letteratura svizzera e gli autori svizzeri. L’IFPI chiede un rafforzamento durevole della creazione musicale nazionale in generale. Pro Helvetia vuole che si dia la precedenza al sostegno della produzione svizzera ma si oppone a un regime di quote a livello nazionale. Si oppongono espressamente a delle quote il SSM (messa sotto tutela degli operatori in materia di programmi), RDRS, RFZ (violazione dell'autonomia e degli interessi legittimi del pubblico) e CTVR. La SSR esprime tra l'altro riserve giuridiche e dubita del presunto valore particolare delle produzioni proprie e delle trasmissioni di produzione svizzera (in merito alla questione delle quote cfr. anche il capitolo 6.6.3.3).
• In merito al mandato di educare il pubblico (art. 18 cpv. 3 lett. c) la SSR rileva che
la televisione difficilmente può essere intesa come un istituto di formazione e pedagogia mediale e dubita, come l’UDC, che questa disposizione sia conciliabile con l'autonomia in materia di programmi. Varie organizzazioni approvano invece la direzione indicata da questa disposizione e avanzano delle proposte di formulazione (KAGEB, Consiglio del pubblico DRS, NW EDK, Aufsichtskommission Schulfernsehen, FSFA).
• Quanto al mandato di intrattenere mediante trasmissioni contraddistinte da
particolare rispetto nei confronti dell'uomo e della società (art. 18 cpv. 3 lett. d), la SSR fa notare che non è concepibile il motivo per cui questo requisito sia imposto proprio alle trasmissioni d'intrattenimento, e non a tutti i programmi. L’UDC critica la restrizione dell’autonomia in materia di programmi.