Rapporto sui risultati
Consultazione 2000/30: Legge sulla radiotelevisione (LRTV) · 62 pagine
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l'idea di una commissione incaricata di osservare costantemente l'evoluzione generale dei media merita di essere approfo ndita.
L'impostazione del Comitato consultivo prevista nell'avamprogetto è discussa da vari partecipanti alla consultazione in particolare dal punto di vista della grandezza e della rappresentazione delle regioni. Il Cantone VD chiede un'organizzazione decentrata e una precisazione del ruolo del Comitato consultivo. Anche i Cantoni AI, AR, GL, SG, SH e TG fanno notare che il Comitato consultivo non può adempiere il suo scopo se resta un semplice organo di specialisti, ma deve essere ancorato meglio a livello di pubblico e di regioni, il che presuppone un sensibile aumento del numero di membri
– l'avamprogetto prevede da 9 a 11 persone. (Si schierano a favore di un Comitato consultivo più numeroso anche il Cantone GR, SSR, SSM, Suisa, Associazione dei musicisti, Suisseculture e USDAM; il Cantone BL ritiene invece che le sue dimensioni siano sufficienti). Secondo il Cantone BS, il Comitato consultivo dovrebbe avere una composizione tale da consentire al suo interno la formazione di sottocomitati, ai fini di un'analisi efficace dei programmi nelle varie regioni linguistiche; quale strumento contro un'eccessiva centralizzazione, potrebbero essere inclusi in questi "consigli" regionali anche alcuni membri delle commissioni dei programmi delle organizzazioni istituzionali. Anche il PS, l'Unione delle donne cattoliche, l'USS, il SSM, il Centre patronal e l'Associazione dei musicisti richiedono un'organizzazione decentrata.
Conformemente all'avamprogetto, il Comitato consultivo si compone di persone indipendenti con conoscenze specifiche del settore, nominate in modo che tutte le regioni corrispondenti alle tre lingue ufficiali siano adeguatamente rappresentate (art. 31). Il Katholischer Mediendienst/Reformierte Medien esigono che il Comitato consultivo non sia designato secondo i rapporti politici, ma che il principale criterio sia la competenza specifica del settore. Si esprime analogamente il Consiglio della musica. In alcuni pareri si richiedono determinate conoscenze - ad esempio nel campo della produzione audiovisiva (ARF, Cinésuisse, Suissimage) - o la capacità di dibattere questioni culturali, ideologiche e religiose (PEV, ERF, Alphavision). L'USS chiede un organo che rifletta adeguatamente le varie forze e opinioni sociali. La Commissione federale per la gioventù chiede che nel Comitato vi sia almeno un membro con meno di 18 anni.
Suscita controversie la nomina dell'organo da parte del Consiglio federale: è condivisa dal Katholischer Mediendienst/Reformierte Medien e dalla Società svizzera degli artisti-interpreti. La Presse romande intravede una minaccia per l'indipendenza della SSR e Comedia chiede la completa indipendenza dallo Stato. Infine, il PES chiede una nomina da parte dell’Assemblea federale.
A vari partecipanti alla consultazione, le competenze del Comitato consultivo (art. 33) non sembrano descritte in modo sufficientemente chiaro (UDC, Cantoni FR, NE, VD). Per alcuni le competenze sono troppo estese (Cantoni NE, BS e BL, SSM, SSR), per altri sono troppo deboli: il PPD chiede possibilità d'intervento incisive; il PLR parla di una tigre di carta e suggerisce di rinunciare al Comitato consultivo a favore di un ampliamento delle competenze della prevista commissione. L'AIRR propone di assumersi questo compito.
Sono contrari al previsto finanziamento del Comitato consultivo mediante i proventi delle tasse di ricezione (art. 35 e art. 63 cpv. 1 lett. c) SSR, Arbus, SSCM e Pro Helvetia, che vogliono attingere o a contributi del settore (tassa di concessione) o a entrate fiscali generali.