Rapporto sui risultati
Consultazione 2002/23: Revisione totale dell'ordinanza sul tabacco · 41 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 29Fedlex · Rapporto sui risultati
Dipartimento federale dell’interno Compendio dei risultati della procedura di consultazione
Revisione totale dell’ordinanza sul tabacco
Sezione 4: Protezione dall’inganno, pubblicità, consegna
Art. 16 Protezione dall’inganno
VS, EKTP, FSAG, il PES, ZHMBA e 15 organizzazioni del settore sanitario (ASBAA, AT, BEG, CIPRET FR, CIPRET VD, FMH, FSC, FSG, IMSP, LLAG, LLLU, LSC, PLS, SGAM, VSFNE) tengono a puntualizzare che l’immagine dei pacchetti di sigarette utilizzata nella pubblicità debba ritrarre le avvertenze nella loro giusta scala dimensionale. EKTP raccomanda di disciplinare la protezione dall’inganno non con un’elencazione esaustiva, bensì, analogamente all’articolo 19 LDerr, aggiungendo un «eccetera».
FR critica che non sia prevista alcuna sanzione in caso di grave violazione dell’articolo.
Divieto di propaganda che fa allusione alla salute
ECON, BAT e JTI chiedono che l’industria del tabacco possa reclamizzare nuovi tipi di sigarette meno nocive, a condizione che l’UFSP rilasci la pertinente autorizzazione. In questo caso, la pubblicità deve poter contenere anche indicazioni circa i potenziali benefici per la salute di questi prodotti.
Secondo BS e EKTP, si dovrebbe chiarire nel testo tedesco che ad essere vietata è la propaganda che mette in dubbio la nocività del consumo di tabacco per la salute. EKTP e SGAM raccomandano di eliminare, nel testo francese, l’aggettivo «publicitaire» onde evitare l’aggiramento dell’ordinanza; così facendo, il testo corrisponderebbe peraltro meglio alla versione tedesca.
Divieto di usare diciture che diano a credere ad una minore nocività di un prodotto rispetto ad un altro
AR, GR, NE, FRC, ZHMBA e ZüriRF si pronunciano a favore del divieto di usare diciture suscettibili di dare a credere che un determinato prodotto del tabacco sia meno nocivo di altri.
VS, CFG, FSAG, il PES, PJ e 10 organizzazioni del settore sanitario (AT, BEG, CIPRET FR, CIPRET VD, FSC, FSG, IMSP, LSC, SSSP, VSFNE) raccomandano di non formulare l'elenco delle diciture vietate in modo definitivo, ma di aggiungere un «… e simili». SANTE trova che l’annotazione tra parentesi metta l’accento sui termini selezionati più che sul divieto e chiede lo stralcio della parentesi.
2 partiti politici (PLR, PLS), ECON, USAM, PS’, BAT, CISC, Denner, FRSP, FSMT, JTI, PM, PROMARCA, SRF e VSIG sono contrari al divieto di queste diciture qualora queste si riferiscano inequivocabilmente al gusto: con questi termini le marche possono infatti distinguersi fra loro, cosa che è anche nell’interesse dei consumatori. PROMARCA propone di precisare, in un foglietto illustrativo aggiuntivo, cosa significhino le diverse diciture. FRP afferma che la Convenzione quadro OMS sul tabacco continua ad autorizzare tali diciture e chiede quindi il corrispondente adeguamento dell’ordinanza. Il PLS, CP, FSMT, GASTRO, JTI e VSIG sono contrari al divieto quando esso colpisce marche protette. Stando a JTI, un’ordinanza non è una base sufficiente per limitare i diritti di proprietà intellettuale.
7 Cantoni (AG, AR, BS, NE, TI, VS, ZG), 2 partiti politici (PES, PS), 3 Commissioni federali (CFG, EKA, EKTP), 15 organizzazioni del settore sanitario (ASBAA, AT, BEG, CIPRET FR, CIPRET VD, FMH, FSC, FSG, IMSP, LLAG, LLLU, LSC, PLS, SSSP, VSFNE) e 2 organizzazioni giovanili (FSAG, PJ) chiedono che diciture come «light» e «mild» siano vietate non solo sui pacchetti, ma