Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/106: Revisione totale dell'ordinanza sulla protezione degli animali · 112 pagine

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2 Sintesi dei risultati

In relazione al progetto di revisione dell’Ordinanza sulla protezione degli animali sono stati espressi numerosi pareri, rappresentativi di punti di vista anche molto diversi. Sono state registrate in tutto 536 istanze, provenienti da tutti e 26 i Cantoni, da 9 partiti e 331 organi ufficiali o organizzazioni. I 170 commenti pervenuti da privati cittadini sono sottoscritti da oltre 3000 persone.

Il progetto di revisione viene accolto in modo sostanzialmente positivo da 14 Cantoni (AG, BE, BL, FR, GE, JU, NE, SG, SH, SO, TG, TI, UR, ZH), mentre 6 Cantoni (AI, GL, GR, OW, SZ VD, VS) vi si oppongono. Particolare dissenso è suscitato dai capitoli sugli animali da reddito e sugli animali selvatici, dei quali viene chiesta una rielaborazione. La maggioranza delle organizzazioni e degli organi ufficiali (123 istanze) si dichiara sostanzialmente favorevole al progetto nel suo insieme o almeno ad alcune parti di esso, mentre una minoranza piuttosto consistente (113 istanze) ne chiede una rielaborazione totale o parziale.

La maggior parte delle critiche riguarda il fatto che l’Ordinanza sarebbe troppo ampia e dettagliata, e dovrebbe essere snellita. Altri ritengono invece positivo che vengano colmate lacune esistenti e che vengano precisate alcune disposizioni, in particolare in merito all’accettazione dei requisiti minimi sanciti dalle direttive; anche il potenziamento della formazione e la maggiore responsabilità richieste ai detentori di animali vengono giudicati favorevolmente.

Anche i Cantoni e le organizzazioni che hanno espresso un parere sostanzialmente positivo avanzano delle riserve sull’innalzamento dei requisiti minimi per la detenzione di animali domestici e selvatici. 12 Cantoni si oppongono all’inasprimento delle disposizioni sulla detenzione di animali da reddito: la pressione dei costi sul comparto agricolo non può essere incrementata, e occorre preservare la competitività del settore. Per questo motivo sarebbe necessario ridurre la differenza rispetto alle normative UE anziché accrescerla ulteriormente. I periodi transitori fissati dal progetto vengono valutati in modi contrapposti. Tutti i Cantoni e le organizzazioni dei detentori di animali chiedono che venga garantita la protezione degli investimenti. Alcuni Cantoni si oppongono ai periodi transitori e chiedono che le nuove norme, più severe, vengano applicate solo alle nuove costruzioni. Alcune organizzazioni di protezione degli animali auspicano una riduzione dei periodi transitori. Le nuove regolamentazioni per il settore ittico non sono approvate da 4 Cantoni e da tutte le organizzazioni della pesca, mentre vengono accolte favorevolmente dalle organizzazioni di protezione degli animali e anche da 3 Cantoni.

Capitolo 1: Disposizioni generali sulla detenzione degli animali

Le disposizioni generali sulla detenzione degli animali non hanno dato adito a contestazioni, ad eccezione delle norme relative al rumore. Queste ultime, infatti, sono disapprovate da 10 Cantoni, 3 Uffici veterinari cantonali e 22 organizzazioni contadine. Per contro, 2 partiti e 40 organizzazioni di protezione degli animali chiedono che gli animali vengano protetti anche dalle vibrazioni. Quasi tutte le organizzazioni agricole si oppongono ai requisiti minimi sanciti dall’articolo 8, descritti in dettaglio negli allegati 1-3.

Capitolo 2 Formazione e perfezionamento nell’ambito della detenzione di animali

In linea generale, le disposizioni in materia di formazione vengono accolte positivamente, anche dalle organizzazioni dei detentori di animali e da numerosi Cantoni, sebbene la verifica rappresenti per loro un costo aggiuntivo. I Cantoni vorrebbero che la periodicità dell’aggiornamento per i diversi corsi di formazione fosse stabilita in modo unitario. I gestori di giardini zoologici chiedono che i guardiani di animali esperti e che svolgono tale attività da anni pur non avendo una formazione professionale completa e i guardiani in possesso di un diploma conseguito all’estero siano equiparati ai guardiani di animali UFFT. I veterinari pongono la medesima richiesta per gli assistenti di studio veterinario (ASV), e SVBT chiede l’equiparazione, previa verifica, per le persone che hanno acquisito con l’esperienza le competenze necessarie.

Nell’ambito della detenzione privata di animali selvatici, molti ritengono che i requisiti relativi alla cura degli animali non siano molto chiari. Da più parti si chiede di estendere la formazione specifica per determinate specie a gruppi di animali che presentino esigenze analoghe in relazione alla detenzione. Le organizzazioni della pesca chiedono l’introduzione di una deroga all’obbligo di formazione per chi pratica l’allevamento non professionale di pesci da ripopolamento.

L’obbligo di formazione per i detentori di animali da reddito (art. 19) è accolto favorevolmente dai Cantoni e dalle organizzazioni dei commercianti, e molti ne chiedono l’introduzione indipendentemente dal numero di animali da reddito. Gli esponenti del settore agricolo contestano che l’obbligo di formazione è fuori luogo per il personale che accudisce gli animali. I Cantoni e le associazioni attive nel settore