Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/26: Legge federale sull'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (LIFSNu) · 9 pagine

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2.6 Organizzazioni ambientaliste

Secondo le organizzazioni ambientaliste la proposta di legge restringe la vigilanza al settore

dell’energia nucleare, sottraendola in tal modo a qualsiasi controllo pubblico e lasciandola quindi ancor più nelle mani dell’industria nucleare e degli specialisti vicini ad essa. Greenpeace chiede quindi che il progetto di legge sia ritirato e riveduto nella sua sostanza. Per l’organizzazione Écologie libérale la sicurezza nucleare verrà ridotta e chiede pertanto che il progetto sia rielaborato.

2.7 Organizzazioni professionali e altri partecipanti alla consultazione

Una maggioranza delle organizzazioni professionali e degli altri partecipanti alla consultazione sostiene gli sforzi volti a rendere la DSN giuridicamente indipendente. L’USC chiede che la conversione della DSN in un ente di diritto pubblico non abbia conseguenze sul piano dei costi. L’USC non potrebbe accettare un aumento dei costi dell’energia che vada a scapito dei consumatori, e quindi anche della produzione agricola. Un partecipante alla consultazione (G. Ségal) teme che l’Ispettorato non disponga della necessaria indipendenza e che la sicurezza nucleare diminuisca. La maggioranza dei partecipanti alla consultazione chiede che il progetto di legge venga rielaborato in taluni suoi punti.

3. Principali osservazioni sulle singole disposizioni

All’articolo 1:

Capoverso 1: Un’ampia maggioranza dei partecipanti alla consultazione approva la prevista soluzione di convertire la DSN in un ente di diritto pubblico. Alcuni fanno presente che, con il trasferimento nel terzo cerchio, l’autorità di vigilanza perderebbe potere e le verrebbe meno il sostegno politico. FSE e Sortir du nucléaire auspicano che l’autorità di vigilanza rimanga integrata nell’Amministrazione centrale. Per costoro è tuttavia necessario un suo trasferimento in un altro ufficio federale o dipartimento. Il Cantone di Basilea Campagna e la CSI propongono che il trasferimento nel terzo cerchio sia sottoposto a verifica. L’ASIT lamenta il fatto che non sia stata esaminata la possibilità di un trasferimento nel quarto cerchio, che a suo avviso garantirebbe maggiormente l’indipendenza dell’autorità di vigilanza.

Capoverso 3: Taluni partecipanti alla consultazione chiedono l’abrogazione del capoverso o il suo adeguamento: a loro avviso l’Ispettorato dovrebbe essere organizzato in modo che a prevalere sia la sicurezza nucleare e non "principi di economia aziendale" (BS, BL, PSS, Greenpeace).

All’articolo 2:

Alcuni Cantoni lamentano il fatto che la LIFSNu distingue spesso in modo poco chiaro i compiti

dell’UFE e dell’Ispettorato (NE, GE, JU). I Cantoni BS e BL auspicano che i compiti dell’Ispettorato siano limitati al settore nucleare. CSI e FSE chiedono inoltre che si stabilisca in modo esplicito che la sicurezza nucleare e la radioprotezione sono da anteporre a qualsiasi considerazione di natura finanziaria. La SOSIN chiede che sia allestita una lista di tutte le disposizioni riguardanti i compiti

dell’autorità di vigilanza.

All’articolo 3:

L’allestimento di perizie per autorità estere non deve ritardare l’esecuzione degli altri compiti (economia elettrica, Forum nucleare svizzero, SOSIN, economiesuisse). Occorre anche prevedere in modo esplicito che non sorgano conflitti d’interesse (NE). Per l’IPI le perizie dovrebbero essere allestite a prezzi che coprano i costi.