Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/69: Legge federale sulle professioni psicologiche (Legge sulle professioni psicologiche; LPPsi) · 54 pagine
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Capitolo quarto: Accreditamento di cicli di perfezionamento
Sezione 1: Principio Articolo 17 Scopo dell’accreditamento
In generale
Lo scopo dell’accreditamento non è stato messo in discussione. Sono state formulate principalmente osservazioni generali sull’accreditamento in sé (cfr. osservazioni generali).
La CRUS propone di stralciare gli articoli 17 – 26 e di fonderli in un’unica disposizione. Trova controproducente introdurre, accanto al controllo che le compete, una procedura di accreditamento per le scuole universitarie. Sempre secondo la CRUS, per il perfezionamento dovrebbe essere adottata una procedura di garanzia della qualità conforme agli standard internazionali. SG concorda in sostanza con l’obbligo di accreditamento, ma teme che i criteri di accreditamento possano portare ad una concentrazione degli istituti di perfezionamento
GE è favorevole a un accreditamento severo per i cicli di perfezionamento, ma vede il rischio di un aumento dei costi della formazione universitaria, qualora i costi di accreditamento debbano essere sopportati dai richiedenti.
Articolo 18 Obbligo di accreditamento
In generale
Per quanto riguarda il parere della CRUS si rinvia alle osservazioni sull’articolo 17.
SPK osserva che un obbligo di accreditamento, in particolare la procedura per i nuovi istituti, è molto oneroso, difficile da finanziare e rischia di bloccare gli sviluppi innovativi. Inoltre, i cicli di perfezionamento universitari più competitivi potrebbero imporsi, condannando alla scomparsa gli istituti privati.
Sezione 2: Criteri di accreditamento Articolo 19
In generale
Per quanto riguarda il parere della CRUS si rinvia alle osservazioni sull’articolo 17.
La CRUS auspica un accreditamento dell’organizzazione responsabile per evitare un accreditamento oneroso dei cicli di perfezionamento.
La CUS preferirebbe parlare di criteri di riconoscimento anziché di accreditamento, in quanto nel caso specifico il termine accreditamento sarebbe fuorviante. Manca inoltre una norma di delega per ancorare i criteri di accreditamento all’ordinanza.
Per la CDPE, la distinzione tra i cicli di perfezionamento che qualificano all’esercizio indipendente della professione e che bisogna accreditare e le altre offerte di perfezionamento non è chiara (diploma e valenza non sono definiti). Si interroga inoltre sulla posizione dell’accreditamento di un ciclo di perfezionamento rispetto all’accreditamento della scuola universitaria che lo propone (scuola universitaria accreditata che propone un ciclo di perfezionamento da accreditare).
Lettera a
I pareri discordano sulla necessità di sottoporre il ciclo di perfezionamento da accreditare alla responsabilità specializzata e alla vigilanza di un’organizzazione professionale nazionale o di un’università. La legge, infatti, considera organizzazioni responsabili entrambi i tipi di istituzioni. Alcuni partecipanti alla consultazione (VPB, EFPP, SGTA, PSZ) ritengono che soltanto un’organizzazione nazionale specializzata debba essere responsabile dell’accreditamento. I motivi addotti sono: la necessità che tutti gli istituti di perfezionamento soddisfino le stesse condizioni, il fatto che le università - in qualità di organizzazioni responsabili - Dovrebbero de facto procedere ad un’autovalutazione e il rischio di distorcere la concorrenza sul
piano economico. GR e ZH chiedono una definizione del concetto di «organizzazione specializzata»
perché lo ritengono poco chiaro. TG esige un riconoscimento dell’organizzazione specializzata.
Lettera b
L’Istituto Szondi stralcerebbe la lettera b, giudicando questi obiettivi praticamente irraggiungibili, impossibili da verificare e non sanzionabili.
Lettera c
VPB propone di menzionare la formazione universitaria in medicina umana, accanto a quella in psicologia.