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Consultazione 2005/93: Adattamento dell'aliquota minima di conversione nella previdenza professionale · 58 pagine

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rendite (fissate in valori nominali e generalmente non indicizzate automaticamente);

- il tasso d'interesse potrebbe continuare ad essere più alto della crescita nominale del salario assicurato; questo scarto rispetto alla «regola d'oro» permette di potenziare l'obiettivo di prestazione;

- numerose casse soprattutto quelle di istituti collettivi degli assicuratori vita e casse autonome mantello (presupposto il rispetto delle prescrizioni minime legali) hanno già adeguato le aliquote di conversione alla realtà demografica ed economica.

Con la 1a revisione LPP, l'abbassamento progressivo dell'aliquota di conversione di 7,2 per cento a 6,8 percento al termine di un periodo di transizione relativamente lungo caratterizzato da riduzioni successive annunciate anticipatamente deve permettere agli assicurati di tenerne conto nel fissare il loro piano di passaggio al pensionamento e di adeguare eventualmente il loro comportamento sul mercato del lavoro e gli importi del loro risparmio privato. Il presente disegno limita il margine di manovra per simili adeguamenti soprattutto per i salariati più anziani.

Questa situazione potrebbe indurre gli assicurati a optare maggiormente per una prestazione di vecchiaia versata sotto forma di capitale, come previsto nella maggior parte dei regolamenti delle casse pensioni. Questa possibilità non è tuttavia auspicabile poiché trasferisce interamente sui beneficiari il rischio di longevità e i rischi inerenti ai mercati finanziari. Nel caso in cui il capitale si riveli insufficiente, questa situazione potrebbe in ultima analisi obbligare la collettività ad assumersi i loro bisogni finanziari mediante le prestazioni complementari all'AVS. D'altra parte, una forte crescita dei versamenti in capitale può, in base al fenomeno di antiselezione, generare oneri maggiori per gli istituti di previdenza (poiché gli assicurati "non a rischio" lasciano la cassa), fatto che richiederebbe un nuovo adeguamento delle base tecniche.

3.3.2.4 Imprese

Per mantenere la competitività delle imprese svizzere sottoposte alla concorrenza internazionale sul mercato interno e all'estero, è indispensabile tenere sotto controllo i costi salariali accessori e soprattutto quelli in relazione al secondo pilastro. Pertanto è nel pieno interesse delle imprese che il finanziamento del secondo pilastro si fondi su una base solida e affidabile. Occorre evitare loro di dovere successivamente finanziare misure di risanamento per il loro istituto di previdenza. L'equilibrio finanziario dell'istituto di previdenza è anche un vantaggio da non sottovalutare in materia di reclutamento del personale.

In base a prescrizioni contabili internazionali (IFRS/US GAAP), una copertura insufficiente degli impegni di un istituto di previdenza può avere un impatto negativo sui mezzi finanziari dell'impresa. In tal senso, la determinazione di parametri tecnici adeguati garantisce a lungo termine che l'istituto di previdenza delle imprese quotate in borsa non influisca negativamente sul corso delle loro azioni e sulla quotazione dei loro prestiti.

3.3.2.5 Istituti di previdenza

L'aliquota di conversione deve essere fissata in modo da non pregiudicare a lungo termine la capacità di rischio degli istituti di previdenza. Deve essere stabilita in