Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/1: Consultazione sulla cessione della partecipazione della Confederazione nell'azienda Swisscom SA · 59 pagine

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1.5.2 Il mercato europeo della telecomunicazione

Oltre a Swisscom, in Europa sono al riparo da assunzioni di maggioranza ancora P&T Luxembourg (quota dello Stato 100 %), Telekom Slovenjie (72,4 %), la finnosvedese TeliaSonera (57 %), la norvegese Telenor (54 %) e Belgacom (50 %; diritti di voto 53,14 %). Presso Deutsche Telekom (37 %), France Telecom (33 %), Telekom Austria (30 %, di cui 5 % riservati per i prestiti convertibili) e la greca OTE (38 %) i governi mantengono minoranze di blocco, per cui potenziali investitori potrebbero acquisire una maggioranza del 50 per cento senza che i Governi possano impedirlo. In Grecia però il Governo nomina il consiglio di amministrazione e stabilisce il management. Presso Portugal Telecom, la spagnola Telefonica e la Hungarian Telecom RT, lo Stato mantiene una partecipazione simbolica, vincolata ai diritti di controllo e di veto (golden share). Presso l'olandese KPN, lo Stato possiede solo il 7,8 per cento circa delle azioni e ha recentemente abbandonato il suo "golden share".

Quadro normativo nell'Unione Europea

Dalla metà del 2003 nell'Unione Europea una nuova direttiva quadro disciplina le reti e i servizi di comunicazione elettronica. Elementi centrali di questo quadro giuridico sono sette direttive e altri atti normativi19. In 18 mercati predefiniti viene sistematicamente analizzata la situazione di concorrenza e in caso di distorsione della concorrenza il rispettivo regolatore nazionale deve attuare le misure necessarie per un miglioramento della situazione. I 25 Stati membri sono tenuti a traslare e applicare nel diritto nazionale questo quadro giuridico. La Commissione europea verifica regolarmente il rispetto delle disposizioni e ne fa rapporto20. Contro gli Stati membri recalcitranti possono essere avviate procedure.

Il servizio universale nell'Unione europea

La garanzia del servizio universale è di grande importanza anche in seno all'UE. Attualmente, la Commissione europea esamina se e in quale portata il contenuto del servizio universale deve essere adattato alle circostanze odierne. A questo proposito essa ha condotto una consultazione pubblica sul contenuto del servizio universale futuro. La sua valutazione è attualmente in corso. In particolare si discute sull'inclusione della telefonia mobile e del collegamento internet a banda larga. In un documento di lavoro, utilizzato come base per la consultazione, la Commissione europea è giunta alla conclusione che i criteri di ammissione sono soddisfatti sia per la telefonia mobile sia per l'accesso alla banda larga21.

La normativa concernente il servizio universale svizzero si scosta notevolmente da quella dell'UE in fatto di esame dei costi netti. Nell'UE il regolatore valuta se i costi netti fatti valere costituiscono un onere non sopportabile dal fornitore. Solo in caso di onere non sopportabile sussiste un diritto di indennizzo dei costi netti. In Svizzera non è previsto questo margine di valutazione. Nell'UE, il finanziamento del relativo

19 Direttiva quadro e i suoi testi di legge: http://europa.eu.int/information_society/policy/ecomm/todays_framework/overview

20 Stato dell'attuazione: http://europa.eu.int/information_society/policy/ecomm/implementation_enforcement

21 Il documento integrale si trova all'indirizzo seguente: http://europa.eu.int/information_society/policy/ecomm/doc/info_centre/documentation/c ommiss_serv_doc/sec_2005_660_staff_working_document.pdf