Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/1: Consultazione sulla cessione della partecipazione della Confederazione nell'azienda Swisscom SA · 59 pagine
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3.4 Cessione gratuita dei titoli azionari Swisscom alla popolazione svizzera
La metà delle azioni di Swisscom in possesso della Confederazione sarà ceduta gratuitamente alla popolazione svizzera dopo un termine di tre anni.
La cessione gratuita dei titoli azionari Swisscom alla popolazione svizzera può di massima essere definita anch'essa un'azione popolare. Essa costituisce un caso estremo, poiché lo sconto non è di pochi punti percentuali, bensì del 100 per cento.
In caso di cessione gratuita della metà delle azioni di proprietà della Confederazione, ogni cittadino riceverebbe da due a tre azioni, il che equivale oggi a 800-1200 franchi circa. Ad avvenuta privatizzazione, le azioni sarebbero bloccate durante tre anni in un deposito bancario e verrebbero distribuite alla popolazione a una data precisa. È ipotizzabile che una gran parte della popolazione non sarà interessata alle azioni, bensì piuttosto al loro valore monetario. Queste persone vorranno quindi vendere le loro azioni. La grande offerta metterà notevolmente sotto pressione il corso delle azioni di Swisscom. Saranno soprattutto gli investitori professionali ad approfittare di questo crollo grazie agli strumenti finanziari derivati, impiegati con largo anticipo in previsione di un'offerta eccessiva. Il patrimonio nazionale verrebbe così annientato in un sol colpo o verrebbe trasferito in larga misura a investitori professionali.
Per evitare un crollo del corso, Swisscom dovrebbe proporre un'offerta miliardaria di riacquisto ai cittadini svizzeri. A questo proposito è opportuno ricordare che, nella fase triennale di blocco delle azioni, Swisscom non potrebbe prendere facilmente decisioni strategiche, come ad esempio una fusione o altre vie di cooperazione con altre aziende. La Confederazione continuerebbe inoltre a rimanere titolare dei diritti di voto. Il suo obiettivo di cedere rapidamente la responsabilità politica non verrebbe in tal modo raggiunto.
Inoltre, anche il ricavo della vendita dell'altra metà delle azioni potrebbe comportare perdite. Queste azioni verrebbero collocate presso investitori nazionali e internazionali. La scelta è tra due procedimenti: l'offerta pubblica secondaria, per la quale vige l'obbligo di pubblicare un prospetto e che presuppone una lunga preparazione, o l'offerta istituzionale accelerata (accelerated bookbuilding). Quest'ultimo procedimento prevede di assegnare a una o più banche un mandato per collocare i titoli presso investitori istituzionali. I vantaggi risiedono nella rinuncia al prospetto e nel fatto che la vendita può essere realizzata rapidamente. La scelta tra i due procedimenti dipende dalla situazione del mercato e dalla sua capacità d'assorbimento al momento del collocamento previsto. L'insicurezza gravante il corso dell'azione - insicurezza dovuta ai titoli bloccati per tre anni - renderà in ogni caso difficile un collocamento, ciò che si ripercuoterà negativamente sul previsto ricavo.
Inoltre, il sicuro calo del corso aumenta l'attrattiva di Swisscom per un investitore strategico, che potrebbe appropriarsi dell'azienda a buon mercato. La perdita dell'autonomia verrebbe addirittura favorita dalla cessione gratuita della metà dei titoli azionari.
Anche l'onere amministrativo di una cessione gratuita sarebbe enorme, soprattutto in relazione al reddito pro capite prospettato. Il trasferimento delle azioni richiederebbe l'apertura di depositi, una corrispondenza scritta con circa sette milioni di persone, nonché chiarimenti e decisioni concernenti il diritto all'ottenimento. Occorrerebbe anche regolamentare le ripercussioni fiscali di questa donazione.
Da ultimo occorre rilevare che, in caso di cessione gratuita della metà delle azioni di Swisscom, la Confederazione può ridurre i debiti solo in misura minore.