Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/1: Consultazione sulla cessione della partecipazione della Confederazione nell'azienda Swisscom SA · 59 pagine

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3.3 Lancio dell'azione popolare

Per conseguire un'ampia dispersione dei titoli azionari di Swisscom, la Confederazione lancia la cosiddetta azione popolare.

Per azione popolare s'intende un'attribuzione privilegiata (quota) di titoli azionari scontati a piccoli azionisti in occasione dell'ammissione in borsa.

Nell'offerta pubblica iniziale del 1998 era stata esaminata la possibilità di un'azione popolare. Si era desistito da quest'intento, poiché l'onere, i costi e rischi di un procedimento simile erano troppo elevati. Esperienze in altre Paesi hanno nel frattempo evidenziato i rischi dello strumento dell'azione popolare. I piccoli azionisti di Deutsche Telekom e della svedese Telia hanno subito perdite ragguardevoli sui loro investimenti2.

Ciononostante, in occasione della quotazione in borsa, la Confederazione aveva creato con l'ausilio di Swisscom un'offerta azionaria speciale per investitori privati3. L'offerta era stata commercializzata con la designazione "offerta personale di azioni", anche con la convinzione che un forte collocamento di azioni presso la clientela al minuto avrebbe accentuato la concorrenza con gli investitori istituzionali. Limitando l'attribuzione agli investitori istituzionali, gli stessi sono più propensi a offrire un prezzo elevato. Ne consegue finalmente un beneficio finanziario significativo per i venditori. Uno degli obiettivi della privatizzazione parziale era, oltre al raggiungimento di un importante flusso libero di azioni, anche un'ampia dispersione delle azioni presso gli investitori privati e istituzionali.

Un'ampia dispersione delle azioni di Swisscom è auspicabile anche oggi. Come menzionato nel rapporto sulla procedura di consultazione, il Consiglio federale intende andare anche in questa direzione con il lancio di un'azione popolare. Occorre altresì presumere che, come nel 1998, soltanto un numero esiguo di piccoli investitori sia disposto a impegnarsi. La diffusione delle azioni nel pubblico vale quindi soltanto per una parte del collocamento.

A questo proposito occorre anche rammentare che neppure l'ampia dispersione delle azioni garantisce l'autonomia di Swisscom. Infatti, un investitore strategico può in ogni momento lanciare un'offerta d'acquisto. Pertanto anche in questo caso va detto che un'azione popolare può garantire l'autonomia di Swisscom soltanto se una gran parte della popolazione è disposta a investire e se gran parte degli azionisti popolari conserva i suoi titoli pure a medio termine e in presenza di offerte d'acquisto potenzialmente interessanti da parte di investitori strategici. La Confederazione non è in grado di influire su tali decisioni.

2 15'000 piccoli azionisti tedeschi hanno querelato Deutsche Telekom e la Repubblica federale tedesca per aver venduto le azioni popolari a un prezzo troppo alto rispettivamente per aver abbellito le indicazioni nel prospetto di vendita. Le sentenze sono ancora pendenti. Le azioni di Telia (oggi TeliaSonera) erano state vendute in modo ampio e sparso al popolo svedese nel 2000 per 85 SEK al pezzo, mentre oggi il suo corso oscilla attorno alle 40 SEK ed era sceso temporaneamente sotto le 30 SEK.

3 L'offerta di azioni per piccoli azionisti conteneva i seguenti vantaggi: - uno sconto sul prezzo di collocamento di CHF 5.- per azione; - un'attribuzione garantita di almeno 10 azioni; - un'attribuzione privilegiata rispetto a sottoscrizioni d'entità analoga nell'offerta generale di azioni; - la garanzia di un'attribuzione secondo una chiave unitaria e trasparente, che sarebbe stata pubblicata sui giornali il primo giorno di negoziazione. Circa 70'000 investitori privati avevano sottoscritto, nell'ambito di quest'offerta, oltre due milioni di azioni, ciò che corrispondeva all'8 per cento delle azioni collocate.