Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/125: Semplificazione della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto · 314 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 179Fedlex · Rapporto esplicativo
Ripercussioni del modulo "Aliquota unica" sull'indice nazionale dei prezzi al consumo Indice Variazione Ponderazione Contributo ricalcolato in % Totale 100.000 100.3226 0.323 0.323
Generi alimentari + bevande analcoliche 10.998 103.5156 3.516 0.387 Bevande alcoliche e tabacchi 1.962 98.5130 -1.487 -0.029 Abbigliamento e scarpe 4.259 98.5130 -1.487 -0.063 Abitazione ed energia 25.175 99.5993 -0.401 -0.101 Arredamento, economia domestica 4.335 98.5883 -1.412 -0.061 Igiene e cura della salute 16.719 102.3273 2.327 0.389 Trasporti 10.286 98.6967 -1.303 -0.134 Trasmissione di informazioni 2.636 98.6426 -1.357 -0.036 Divertimenti, tempo libero e cultura 9.242 100.6761 0.676 0.062 Tasse scolastiche e di formazione 0.663 103.6955 3.696 0.025 Ristorazione ed albergheria 9.009 99.0445 -0.955 -0.086 Altre merci e prestazioni di servizi 4.716 99.3722 -0.628 -0.030
Tuttavia, sia il passaggio dall’imposta sulla cifra d’affari all’imposta sul valore aggiunto nell’anno 1995, sia l’aumento delle aliquote d’imposta in favore dell’AVS nell’anno 1999 hanno dimostrato che gli aumenti d’imposta non possono essere completamente trasferiti sui consumatori. Secondo l’Ufficio federale di statistica, solo circa tre quarti degli effetti massimi calcolato sono stati constatati nel 1995, e solo due terzi nel 1999. Ciò non stupisce se si considera che le possibilità e necessità di trasferimento dipendono dalle condizioni di mercato per ogni bene e prestazione di servizi. Occorre quindi ipotizzare che con l’introduzione di un’aliquota unica i maggiori aggravi fiscali che ne derivano verrebbero trasferiti solo in ragione di circa il 70% sui consumatori.
3.2.5 Ripercussioni sull’economia
Nell’ipotesi dello status quo solo due terzi circa delle entrate provengono dall’imposta sulla cifra d’affari di uscita (imposta sull’output); per il rimanente si tratta di un’imposta sull’input. Essa grava gli acquisti di beni e di prestazioni di servizi (input) delle imprese o delle collettività pubbliche, nella misura in cui queste non possono computare o non possono computare integralmente come imposta precedente l’imposta pagata su questi acquisti. Ne risulta una tassa occulta sulle prestazioni preliminari e sugli investimenti. Sulla scorta dei dati del 2001, la tassa occulta è stimata in circa 5,4 miliardi di franchi su un gettito complessivo di 17 miliardi di franchi201. Di quest’importo 1,2 miliardi di franchi di tassa occulta concernono gli investimenti in edifici di abitazione, 4,2 miliardi di franchi gli acquisti restanti.
Secondo questi calcoli la tassa occulta sugli investimenti in edifici di abitazione differisce dalla tassa occulta sugli altri acquisti. Ne è motivo il fatto che nel primo caso la tassa ha ripercussioni meno distorcenti rispetto al secondo caso. La tassa occulta sugli investimenti in edifici di abitazione può essere intesa come proxy del valore attuale dell’imposta che dovrebbe essere prelevata sul flusso delle prestazioni di servi-
201 Nel 2005 il gettito dell’imposta sul valore aggiunto ha superato 18 miliardi di franchi. Per corrispondenza la tassa occulta dovrebbe essere salita a 5,7 miliardi di franchi.