Rapporto sui risultati
Consultazione 2007/28: Swissness: Legge federale sulla protezione dei marchi e delle indicazioni di provenienza, Legge federale per la protezione degli stemmi pubblici della Svizzera e di altri segni pubblici · 61 pagine
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di provenienza («con carne del Brasile»). La FPC, l'Acsi e BIO SUISSE si dicono disposte ad accettare alcune deroghe all’obbligo di indicare il Paese produttore, a patto che la dichiarazione di provenienza sia mantenuta, estesa a tutte le materie prime di origine animale (carne, pesce, uova, latte, ecc.) e richiesta non soltanto per alcune derrate alimentari (p. es. la carne grigionese o il mosto dolce turgoviese). I tre organi ritengono opportuno non abbassare al livello europeo gli elevati requisiti svizzeri e difendere piuttosto la posizione del nostro Paese rispetto all’UE. La FPC e l’Acsi chiedono di sancire nell’ordinanza sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso il criterio della crescita integrale dei prodotti naturali, di cui all’articolo 48 capoverso 3 lettera a AP-LPM, perché ritengono si tratti di un criterio preciso e utile. Nell’ottica degli sviluppi in seno all’UE e considerate le difficoltà per definire il criterio della provenienza, la FPC e l’Acsi raccomandano di consultare le cerchie interessate (l’Ufficio federale dell’agricoltura, i chimici cantonali, le organizzazioni per la protezione dei consumatori e quelle dei produttori) per formulare insieme una definizione dell’indicazione di provenienza delle derrate alimentari che soddisfi la maggioranza.
4.7 Altre proposte
4.7.1 Registri privati
economiesuisse, l'AIPPI, l'ASCPI, la CCIS, HaBa ed E.C. suggeriscono di cogliere l’occasione per emanare norme che consentano di combattere la proliferazione di offerte abusive di registri privati per i marchi, che nocciono alla reputazione della Svizzera all’estero mettendo inoltre a repentaglio la certezza giuridica nel settore della protezione dei marchi. I sei organi propongono d’introdurre nella LPM una disposizione che stabilisca con precisione le informazioni che devono sempre figurare sui documenti contrattuali di un registro privato.
4.7.2 Procedura di cancellazione
L’INGRES, LES, l'ASCPI, l'ACSOEB e I&P raccomandano di approfittare della revisione per verificare se è opportuno sancire nella LPM una procedura semplificata di cancellazione dei marchi non più utilizzati, eseguita dall’Istituto. B. AG propone invece di iscrivere nel registro dei marchi il fatto che un marchio non venga più utilizzato, qualora qualcuno riesca a dimostrarlo all’Istituto.
4.7.3 Protezione all’estero
L’INGRES afferma che il marchio «Svizzera» è troppo prezioso per delegarne la protezione alla libera iniziativa dei settori dell’economia e ritiene che sarebbe meglio affidare alla Confederazione o a un ente appositamente designato il compito di proteggere tutti i marchi dell’economia svizzera e depositare il marchio «Svizzera» come marchio collettivo o di garanzia presso tutti i Paesi rilevanti per l’economia del nostro Paese. La FSA e FROMARTE avanzano richieste analoghe ed esortano la Confederazione a creare una fondazione per combattere l’uso abusivo del marchio «Svizzera» all’estero. D.B. approva invece la decisione di rinunciare a un marchio di garanzia «Svizzera» appartenente alla Confederazione.
Nestec e Wenger deplorano la mancanza di misure efficaci per denunciare gli usi abusivi all’estero e chiedono di adottare provvedimenti adeguati. Nestec giudica indispensabile conferire alle ambasciate svizzere l’incarico di adottare tutte le misure possibili per prevenire gli abusi e propone di sottoporre al Parlamento la richiesta di stanziare dei fondi per finanziare gli interventi delle ambasciate, come pure i procedimenti dinanzi ai tribunali stranieri.
Secondo la CCIS, il DFAE e il DFE (la seco) dovrebbero intensificare la sorveglianza per prevenire depositi abusivi di marchi all’estero e aiutare le imprese svizzere che combattono gli usi abusivi delle indicazioni di provenienza.