Rapporto esplicativo
Consultazione 2007/9: Scelta del sistema di esaurimento nel diritto dei brevetti · 40 pagine
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I dati disponibili indicano che i prezzi più elevati o differenziati rispetto all’estero non si spiegano affatto in via generale o addirittura esclusiva con la protezione brevettuale. Lo dimostra l’esempio dell’industria dei beni strumentali (metallurgica, elettronica e metalmeccanica): pur richiedendo grandi sforzi in termini di ricerca e di brevetti (fig. 3 all.)9, i beni strumentali costano in media quanto all’estero europeo (fig. 1 all.)10, sebbene la scarsa standardizzazione li renda poco smerciabili e inadatti ad essere rivenduti all’estero11. La convergenza dei prezzi è probabilmente riconducibile alla forte concorrenza internazionale tra tali prodotti molto specializzati, ma comunque fungibili12. Chi deve imporsi sulla concorrenza estera nei mercati integrati farà pressione sui fornitori di prestazioni preliminari e beni strumentali per spuntare condizioni che non siano meno favorevoli di quelle concesse agli altri rivenditori. In questo gioco le grandi società hanno carte migliori delle piccole e medie imprese.
Un altro esempio ci viene dall’industria automobilistica: per quanto le automobili siano considerate beni di consumo (parzialmente) protetti da brevetto (fig. 4 all.)13, in Svizzera sono ormai vendute a prezzi inferiori a quelli praticati nell’Unione europea (fig. 1 e 2 all.)14. Il livello dei prezzi è sceso grazie all’eliminazione di ostacoli tecnici al commercio e a un inasprimento del diritto sulla concorrenza15. Ciò dimostra che i diritti brevettuali non sono stati usati per applicare prezzi più elevati. Il fenomeno si spiega con l’effetto preventivo risultante dall’inasprimento della legge sui cartelli: dopo la risoluzione consensuale del caso Citroën, l’industria automobilistica deve far conto che le limitazioni all’importazione basate su diritti brevettuali possono essere considerate ostacoli alla concorrenza contrari alla legislazione sui cartelli.
In alcuni ambiti i prezzi tra la Svizzera e l’Unione europea divergono fortemente senza che tale divario possa però essere ricondotto al diritto in materia di brevetti: la protezione brevettuale è secondaria se non addirittura irrilevante per settori quali l’alimentazione, l’alloggio, lo svago e la cultura (fig. 4 all.)16. Le differenze di prezzo tra la Svizzera e l’Unione europea sono particolarmente accentuate nel settore alimentare, dove derivano in primo luogo da una massiccia protezione tariffaria della produzione indigena17. Le differenze di prezzo in tali ambiti non si spiegano con il sistema dell’esaurimento nazionale nel diritto dei brevetti.
Stando a uno studio commissionato dal Consiglio federale, oltre all’industria dei beni strumentali, sviluppano una forte attività brevettuale anche l’industria chimicofarmaceutica e il settore degli strumenti e dell’elettronica18. Sono ad alta intensità brevettuale pure determinati gruppi di beni di consumo, quali in particolare macchine per ufficio, apparecchi radiofonici e televisivi, elettrodomestici e articoli fotografici. I farmaci e determinati beni di consumo soggetti a brevetto offrono un certo potenziale d’arbitraggio, che tuttavia appare ridotto rispetto alla totalità delle spese
9 Frontier Economics/Plaut 2002, pag. 84 seg. e 94 seg.
10 Elias/Balastèr 2006, pag. 51, tavola 51.
11 Frontier Economics/Plaut 2002, pag. 97.
12 Eichler et al., Preisunterschiede Schweiz – EU: Eine branchenspezifische Bestandesaufnahme, Die Volkswirtschaft, 7/2003, pag. 15; Frontier Economics/Plaut 2002, pag. 100 seg.
13 Frontier Economics/Plaut 2002, pag. 86 e 96.
14 OCSE, Examens de l’OCDE de la réforme de la réglementation, Suisse: Saisir les opportunités de croissance; Parigi 2006, pag. 36; Elias/Balastèr 2006, pag. 50 e 51.
15 Elias/Balastèr 2006, pag. 50.
16 Frontier Economics/Plaut 2002, pag. 87.
17 Elias/Balastèr 2006, pag. 48.
18 Frontier Economics/Plaut 2002, pag. 85 segg.