Rapporto sui risultati
Consultazione 2008/102: Disegno di modifica della legge sull'asilo e della legge federale sugli stranieri · 59 pagine
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interessati dimostrare, ad es. che nel Paese di provenienza non c’è una rete sociale (per
analogia sans-papiers, SFK).
Il principio "in dubio pro inesigibilità" non ha trovato riflessi nella giurisprudenza del Tribunale amministrativo federale. Questo finora non ha creato una situazione giuridica non chiara, tale da richiedere una disciplina per legge più severa a sfavore del richiedente.
PS, AInt, Caritas, OSAR, ADD:
la modifica proposta escluderebbe una parte notevole degli interessati dalla necessaria protezione. Produrre una prova è più difficile per gli interessati che per le autorità competenti
(per analogia BS, SO, PEV, asylbrücke, Binational, GDS, EFS, FSA, HEKS, IGFM, SOS,
sans-papiers, UCS, TS). Questo perché sono loro vietati i contatti con le autorità nel Paese d’origine e perché non vogliono rischiare ripercussioni negative per la valutazione della loro qualità di rifugiato (per analogia SH, GDS, EFS, FIZ, CRS).
Secondo il principio giuridico del "negativa non sunt probanda", che costituisce un diritto procedurale non vigente in termini assoluti, i mancati eventi non possono e non devono essere provati. Sulla base della giurisprudenza del Tribunale federale, vanno create le necessarie facilitazioni della prova, a seconda della natura delle fattispecie negative da dimostrare (ad es. prova della verosimiglianza). Questa regola va osservata anche nella presente revisione (per analogia anche SO, CFM, HEKS, fcps, CSP). È inammissibile gravare i richiedenti l’asilo di un onere della prova insuperabile per le prove negative, come ad es. nel caso della rete sociale mancante.
È inoltre incerto quali motivi di inesigibilità costituiscano dei "motivi personali". E il mancato accesso a farmaci vitali, contrariamente a quanto affermato nel rapporto esplicativo, rappresenta un motivo di inesigibilità generale e non personale (situazione generale dell’assistenza medica in uno Stato).
Aids.ch: per persone affette da HIV/Aids, in particolare di Stati dell’Africa sub sahariana, dell’Europa dell’est e dell’Asia, che hanno solo limitatamente accesso alla terapia antiretrovirale vitale contro l’HIV, l’obbligo di prova pieno rappresenta un ostacolo in più, difficile da superare. Già ai sensi del diritto vigente, l’ammissione provvisoria non è stata concessa a molti richiedenti l’asilo malati di Aids. Un obbligo di prova comporterebbe la necessità di interrompere, a causa di un'esecuzione dell’allontanamento, un trattamento vitale a causa delle difficoltà nel produrre le prove, con notevoli riduzioni dell’aspettativa di vita. Anche la Corte europea dei diritti dell’uomo ha definito contrario alla CEDU l’allontanamento di persone gravemente ammalate.
TAF: già in base al diritto vigente e alla giurisprudenza, bisogna dimostrare o per lo meno rendere verosimili non solo la qualità di rifugiato ma anche la sussistenza di ostacoli all’esecuzione (per analogia anche CSP). Tale principio può essere inserito nella legge, a beneficio della chiarezza, ma nella formulazione dell’articolo 7 capoverso 1 LAsi (per analogia anche ZH). La proposta potrebbe avere un effetto contrario a quello perseguito, perché sia la persona che fa domanda che l’UFM si troverebbero più rapidamente in difficoltà nel produrre le prove.
GDS, SOS, sans-papiers: contrariamente a quanto affermato nel rapporto, non c’è alcun principio di giustizia amministrativa secondo il quale il richiedente deve addurre la prova formale delle proprie allegazioni. Anzi, per il richiedente vale "solo" un obbligo di collaborare. Ridurre l’entità della prova alla necessità di rendere semplicemente verosimile un fatto asserito è appropriato in quanto nella procedura d’asilo le difficoltà di produrre prove sono notorie. Sulla base della proposta, in caso di dubbio, si decide sfavorevolmente a chi cerca aiuto.
HEKS: la risoluzione 1471 dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa richiede ai Paesi membri dell’UE la garanzia che l’onere della prova nella procedura d’asilo non venga invertito.
fcps: in base alla Convenzione sullo statuto dei rifugiati e alla CEDU, la Svizzera è ancora tenuta ad omettere allontanamenti lesivi della dignità dell’uomo. Si pone la questione di quali effettive modifiche interverranno se il principio di non respingimento continua ad essere scrupolosamente applicato.
CRS: l’obiettivo di ridurre significativamente con le nuove disposizioni gli accertamenti nel caso singolo è assolutamente sproporzionato rispetto alle conseguenze che avrebbe
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