Rapporto sui risultati
Consultazione 2008/17: Legge federale sulla prevenzione e la promozione della salute (legge sulla prevenzione) e legge federale sull'Istituto svizzero per la prevenzione e la promozione della salute · 79 pagine
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Legge sulla prevenzione – Risultati della procedura di consultazione
2.1.2.3 Argomentazioni addotte da chi respinge l’avamprogetto
28 partecipanti, tra cui 2 Cantoni, 2 partiti e 23 associazioni economiche, respingono l’avamprogetto nella sua globalità. Tra le organizzazioni attive nel campo della sanità e della prevenzione, solo AAS si dichiara contrario alla promulgazione di una legge federale in materia di prevenzione e di promozione della salute. Secondo tutti costoro, la centralizzazione perseguita dalla legge finirebbe per vanificare gli sforzi di prevenzione che sono basati essenzialmente sullo spirito d’iniziativa e sull’educazione.
Entrambi i Cantoni contrari (AI e GL) ritengono che, in questo caso, la Confederazione invada un ambito di competenza cantonale. Fintanto che nelle strutture cantonali sussiste ancora un potenziale di ottimizzazione non andrebbero quindi emanate nuove basi normative a livello federale. In particolare, secondo AI la libertà di decisione dei Cantoni in materia di strutture e obiettivi di prevenzione sanitaria risulterebbe limitata a tal punto da trasformare questi ultimi in meri organi esecutivi della Confederazione. Per GL, inoltre, non è chiaro se i vantaggi derivanti dall’eliminazione dei doppioni non siano controbilanciati dai costi della gestione strategica e del coordinamento centralizzati. AI e GL dubitano inoltre che, dal punto di vista costituzionale, la Confederazione sia autorizzato a controllare il supplemento al premio LAMal, oggi amministrato da Cantoni e assicuratori.
SVP è dell’idea che l’avamprogetto mini irreversibilmente l’autoresponsabilità dei cittadini e lo ritiene esagerato e dannoso per l’economia. Gli unici obiettivi perseguiti sarebbero quelli di centralizzare la prevenzione e la promozione della salute oltre che di statalizzare e ingigantire le misure. Secondo il partito, per un’adeguata politica nel campo della prevenzione, bastano ampiamente le basi legali vigenti, purché siano attuate con coerenza, in particolare per quanto riguarda la protezione della gioventù. SVP respinge quindi la legge sulla prevenzione considerandola discutibile e inutile.
Per EDU, che condivide l’idea di un rafforzato impegno in materia di prevenzione e di promozione della salute, non serve una nuova legge ma basta apportare le opportune modifiche alla legge federale del 18 marzo 1994 sull’assicurazione malattie (LAMal)7.
SAV approva lo sforzo di coordinare la politica della prevenzione, ma non ritiene necessario emanare una nuova legge quadro che inglobi tutti gli aspetti, in quanto gli oneri amministrativi e finanziari connessi a un tale intervento farebbero aumentare i costi a carico dell’economia e dei datori di lavoro.
Secondo l’associazione, il rafforzamento della prevenzione deve passare dall’iniziativa privata. Gastro e SAV ritengono che l’avamprogetto vada completamente rivisto poiché si presta a svariate interpretazioni contenendo concetti giuridici confusi e definizioni poco chiare. Sussisterebbero inoltre dubbi sulla sua costituzionalità, in quanto l’articolo 118 capoverso 2 Cost. non affida alla Confederazione un’ampia competenza in materia di sanità.
Anche SSV esprime dubbi sulla costituzionalità dell’avamprogetto e ritiene che si basi su calcoli approssimativi e non su dati consolidati.
CP respinge l’avamprogetto sostenendo che è impreciso e non contiene misure concrete. Inoltre, con l’introduzione degli strumenti di gestione strategica, le decisioni sulle singole misure sarebbero lasciate all’Amministrazione. Non da ultimo, le norme proposte comporterebbero uno spostamento di competenze a scapito dei Cantoni, contrario al disposto costituzionale.
Per AWMP, SGV e la maggior parte delle altre associazioni economiche e di settore (ANCV, Brau, EV, Gastro, hotel, SBauerV, SEVS, SBV, SFF, SMS, SOV, SVM, SVSW, VELEDES, VinCH, VST e VSW) le basi giuridiche attualmente in vigore, nonostante l’eterogeneità delle condizioni quadro da un Cantone all’altro, sono sufficienti per un’adeguata politica in materia di prevenzione. Le buone condizioni di salute della popolazione svizzera dimostrerebbero, inoltre, che quanto fatto finora nel campo
7 RS 832.10