Avamprogetto e rapporto

Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 112 pagine

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Se per la variante «obiettivi climatici vincolanti» non verranno realizzate le misure previste (ad es. i piani d'azione Energia) o se le emissioni di gas serra subiranno una flessione inferiore a quella attesa a causa del calo dei prezzi dell'energia, la tassa d'incentivazione dovrà essere aumentata. Per centrare l'obiettivo di riduzione del 20 per cento, sarebbe necessario portarla a oltre 60 franchi per tonnellata di CO2.

Alla stessa stregua, nella variante «passi vincolanti verso la neutralità climatica» l’aliquota di compensazione dovrebbe aumentare a oltre il 50 per cento se l’andamento delle emissioni risultasse meno favorevole per effetto del calo dei prezzi dell’energia o della soppressione di misure interne. Le riduzioni di emissioni non operate sul territorio nazionale, sono trasferite all’estero attraverso l’innalzamento dell’aliquota di compensazione. Inoltre, la continuità del programma di risanamento degli edifici non sarebbe garantita, se si optasse per un finanziamento mediante destinazione parzialmente vincolata dei proventi della tassa sul CO2.

3.2.5 Strategia di adattamento

A prescindere dagli sforzi intrapresi per abbattere le emissioni di gas serra, anche in Svizzera i cambiamenti climatici avranno ripercussioni gravi e inevitabili sulla natura, la società e l'economia134. L’adeguamento delle attuali misure di protezione e prevenzione alle minacce legate ai pericoli naturali, ma anche l'adattamento delle utilizzazioni e delle infrastrutture ai mutamenti graduali a lungo termine indotti dai cambiamenti climatici rappresentano il secondo importante pilastro della politica climatica svizzera.

Le esperienze maturate in Europa, dove sono già stati condotti studi più completi sugli effetti dei cambiamenti climatici e si sono sviluppate strategie di adattamento, evidenziano chiaramente la necessità di intervento in vari campi135.

• L’adattamento è considerato un elemento irrinunciabile delle politiche climatiche nazionali.

• La concezione tradizionale dell’adattamento ai cambiamenti climatici deve trascendere la semplice gestione dei pericoli naturali.

• Per far fronte agli effetti progressivi a lungo termine dei cambiamenti climatici occorre prestare un’attenzione particolare ai settori con orizzonti temporali e cicli d’investimento lunghi (ad es. uso del territorio, infrastrutture di approvvigionamento e di trasporto).

• I cambiamenti sul fronte dei pericoli naturali rimettono in discussione le utilizzazioni attualmente possibili; si devono prevedere rilocalizzazioni (abbandono) e spostamenti di infrastrutture (esempio: la valle d’Aosta, dove lo Stato ha finanziato la dislocazione dalle zone a rischio).

• Per mitigare il rischio crescente di danni vanno esaminate – e se del caso attuate

– anche misure per ridurre la vulnerabilità degli oggetti minacciati (edifici e impianti).

• Occorre puntare a una stretta collaborazione con i vari livelli amministrativi e i gruppi portatori di interessi del mondo economico e scientifico; bisogna sensibilizzare il pubblico e incoraggiarlo ad assumere comportamenti responsabili.

133 Obiettivi climatici vincolanti: se altri Paesi si impegnano a compiere sforzi di riduzione comparabili.

134 Rapporto «Klimaänderung und die Schweiz 2050» / «Les changements climatiques et la Suisse en 2050», OcCC, marzo 2007.

135 Econcept (2008): Synopse Anpassungsstrategien EU-Raum. Bericht zuhanden des IDA Klima, Handlungsfeld „Auswirkungen und Anpassungen an den Klimawandel“.