Avamprogetto e rapporto

Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 112 pagine

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che misura l’aumento dei danni osservati e dei valori di dimensionamento sono imputabili ai cambiamenti climatici. Gli indizi lasciano tuttavia supporre l’esistenza di un nesso. Nelle pianificazioni di prevenzione a tutti i livelli occorre tenere conto del fatto che gli eventi di grandi dimensioni e l’accumularsi di pericoli finora piuttosto rari, quali ampie colate detritiche, incendi boschivi o ondate di caldo, mettono alla prova il sistema integrato di protezione della popolazione.

La gestione integrale dei rischi, volta a ridurre i rischi grazie alla combinazione ottimale di prevenzione e premunizione, permette di dare una risposta alle incertezze attuali. Per poter tenere conto delle nuove conoscenze ottenute nel campo dei cambiamenti climatici, le misure devono essere impostate in modo flessibile.

Per avere un impatto a lungo termine, gli investimenti volti a ridurre i rischi devono soddisfare i seguenti requisiti.

• Devono essere disponibili le carte dei pericoli (basi), in base alle quali vanno adeguati e attuati i piani direttori e di utilizzazione. Occorre procedere a una revisione periodica.

• Nei Cantoni e nei Comuni interessati occorre mettere a punto un piano di emergenza.

• Le misure di protezione esistenti vanno verificate e riviste in base alle carte dei pericoli aggiornate. La gestione del bosco di protezione rappresenta una sfida particolare. Il bosco, infatti, deve adattarsi alle nuove condizioni climatiche. Nei punti in cui la funzionalità del bosco di protezione è pregiudicata, vanno attuate misure di protezione di durata limitata.

• La verifica delle misure di prevenzione e di protezione va realizzata laddove occorre ridurre al minimo l’estensione degli incendi di boschi, l’entità dei danni legati alle tempeste e l’ampiezza delle infestazioni di parassiti nelle zone boschive (ad es. le infestazione da bostrico).

• I rischi per gli edifici, i manufatti e gli impianti esistenti (ad es. le infrastrutture di trasporto) vanno ridotti a un livello accettabile (protezione delle opere). Se non è possibile garantire una protezione adeguata con mezzi proporzionati, l’edificio, il manufatto o l’impianto va spostato, oppure bisogna cessare l’attività che vi si svolge. Le superfici necessarie per le misure di protezione vanno garantite attraverso gli strumenti della pianificazione del territorio. Dev’essere garantito il finanziamento degli adeguamenti necessari (cambiamenti di utilizzazione, spostamento di infrastrutture).

• I nuovi edifici, manufatti e impianti e le nuove infrastrutture devono essere pianificati tenendo conto dei pericoli naturali e le norme applicabili vanno riviste e adeguate. Occorre considerare tutte le possibili cause di danno.

• Bisogna sensibilizzare e istruire la popolazione e i progettisti sui pericoli naturali.

• Occorre garantire che l’intera catena di allarme – dalle previsioni meteorologiche o di un evento fino all’avvertimento, all’allarme e all’intervento adeguato al pericolo a tutti i livelli (servizi di difesa e popolazione, sistema integrato di protezione della popolazione) – funzioni perfettamente. La rete di radar meteorologici va adeguata all’aumento del bisogno di previsioni quantitative a breve termine (quantità di precipitazioni, punte di deflusso).

• Le zone a rischio devono essere monitorate (ad es. monitoraggio del permafrost).

• Gli eventi devono essere documentati e analizzati al fine di trarne utili insegnamenti.