Avamprogetto e rapporto
Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 112 pagine
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Parallelamente, la Svizzera sostiene anche altre iniziative quali la nuova Forest Carbon Partnership Facility della Banca mondiale che finanzierà soprattutto progetti volti ad evitare disboscamenti e il degrado del suolo. Il seco ha già stanziato mezzi finanziari per 8,75 milioni di franchi. La Svizzera prevede inoltre di sostenere un fondo supplementare per il trasferimento di tecnologia e le misure di adattamento con un contributo di 15-20 milioni di dollari per progetti nel campo delle energie rinnovabili.
A livello internazionale la Svizzera si adopera per l'introduzione di una tassa globale sul CO2. Per tonnellata di CO2 emessa, tutti i Paesi dovrebbero versare due dollari per ogni quota superiore a 1,5 tonnellate di CO2eq pro capite. Ciò consente ai Paesi in via di sviluppo, che producono poche emissioni di gas serra, di non dover sopportare il peso della tassa. I proventi della tassa confluirebbero in buona parte in un fondo di finanziamento globale al quale i Paesi più ricchi versano contributi maggiori. Il rimanente resta nel Paese e viene utilizzato per finanziare misure nazionali di riduzione e di adattamento. Secondo questo meccanismo, per la Svizzera sarebbero in gioco circa 60 milioni di franchi l’anno, di cui 36 destinati a scopi nazionali, ossia al finanziamento di misure di riduzione e di adattamento in Svizzera. A rigor di logica, la tassa globale verrebbe pagata attraverso la tassa nazionale sul CO2 ma a tal fine occorre creare una base costituzionale.
Nel quadro dei negoziati internazionali verranno definiti i conferimenti dei Paesi industrializzati e i meccanismi di finanziamento. Il Consiglio federale intende lanciare la discussione sulla questione del finanziamento delle misure di adattamento internazionali nel quadro della ratifica del regime climatico internazionale dopo il 2012.