Avamprogetto e rapporto
Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 112 pagine
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Benefici secondari elevati derivano dalla riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti, dato che la combustione di carburanti fossili produce sostanze inquinanti, quali NOx, SO2 o VOC, che causano danni alla salute e agli edifici. Contrariamente agli effetti primari globali delle riduzioni, che subentrano molto più lentamente i benefici secondari in Svizzera si manifestano molto rapidamente. Poiché nella variante «obiettivi climatici vincolanti» la quota di riduzione nazionale è più elevata, l’abbattimento di sostanze inquinanti è leggermente superiore rispetto alla variante «passi vincolanti verso la neutralità climatica».
Tendenzialmente, una tassa d’incentivazione innesca dinamiche innovative che favoriscono lo sviluppo di tecnologie energeticamente efficienti. La variante «obiettivi climatici vincolanti» risulta più efficace, poiché l’aliquota applicata è doppia rispetto alla variante «passi vincolanti verso la neutralità climatica». I mezzi per promuovere l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo rafforzano l’effetto. La capacità tecnologica dei rami energeticamente efficienti dell’economia svizzera aumenta le opportunità di esportazione in questo settore.
Per centrare l’obiettivo di riduzione entrambe le varianti prevedono il ricorso a certificati di emissione. L’acquisto di diritti di emissione da Paesi emergenti comporta un trasferimento di capitali che supporta il trasferimento di tecnologia e favorisce un’industrializzazione ecocompatibile e, di riflesso, una politica climatica mirata all’abbattimento delle emissioni in questi Paesi. Per ottenere l’effetto sperato occorre però che i certificati acquistati presentino la dovuta qualità. Finora, la fornitura di tecnologia svizzera a progetti CDM che comportano un trasferimento tecnologico è rimasta inferiore all’1 per cento, poiché i progetti CDM realizzati sono stati soprattutto locali e tecnologicamente poco complessi. Le due varianti si differenziano sostanzialmente per la quota di certificati acquistabili e rafforzano in modo più o meno sostenuto l’aiuto allo sviluppo facendo leva su strumenti di politica climatica.
5.2 Effetto di distribuzione
Ripercussioni sui vari settori
Per entrambe le varianti le misure previste non dovrebbero comportare effetti strutturali152 di rilievo. Le aziende ad alta intensità energetica continueranno ad essere esentate dalla tassa sul CO2 applicata ai combustibili e avranno la possibilità di acquistare e vendere crediti di emissione sul mercato (sistema cap and trade).
Nella variante «obiettivi climatici vincolanti», alle aziende che pagano la tassa sui combustibili e sui carburanti viene restituita una parte dei proventi proporzionale alla massa salariale. Si prevede un aumento di valore aggiunto nei settori con un consumo di combustibili e carburanti inferiore alla media. In quello dei trasporti, invece, vi saranno perdite di valore aggiunto. Il finanziamento di un programma di promozione per il risanamento degli edifici potrebbe dare un impulso positivo alla creazione di valore e all’occupazione del ramo edile. A beneficiare degli effetti positivi dell’innovazione e del progresso tecnologico sono soprattutto le aziende attive nel settore della tecnologia energetica. L’analisi dei contribuenti netti in funzione delle dimensioni dell’azienda non permette di concludere che le PMI risultino sistematicamente tassate di più rispetto alle altre.
La variante «passi vincolanti verso la neutralità climatica» non prevede la restituzione di una parte dei proventi della tassa alle aziende. Non vi è quindi un effetto di distribuzione attraverso questo meccanismo. Le aziende e i settori d’attività sopportano i costi della tassa e dei certificati in base alle emissioni che producono.
152 Sulla base di Ecoplan (2008): Volkswirtschaftliche Auswirkungen von CO2-Abgaben und Emissionshandel für das Jahr 2020. Studio commissionato dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM).