Rapporto sui risultati
Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 50 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 27Fedlex · Rapporto sui risultati
4 organizzazioni e imprese del settore energetico chiedono che nella definizione della quantità di diritti di emissione (art. 8 E) si tenga conto anche delle prescrizioni della Comunità europea oltre che degli obiettivi di riduzione. A tal fine, bisogna garantire la compatibilità tecnica con l’EU-ETS e rendere possibile il collegamento operativo.
6.3.3 Introduzione progressiva della messa all’asta dei diritti di emissione
SO e USAM osservano che molte aziende ad alta intensità energetica non possono (per ragioni di costo) acquistare diritti all’asta e che quindi potrebbero trovarsi in difficoltà finanziarie.
6 associazioni economiche (Glasfabriken, IGEB, SWISSMEM, VSMR, VSSV, ZPK), 2 organizzazioni e imprese del settore energetico (UP, SwissOil) e Stahl Gerlafingen/Swiss Steel chiedono diritti di emissione completamente gratuiti. GL presenta la stessa richiesta per le industrie ad alta intensità energetica. SWISSMEM esige il mantenimento dell’assegnazione a titolo gratuito di tutti i diritti di emissione di CO2. Tra le motivazioni viene indicato il pericolo di carbon leakage.
Anche il PLR teme che la messa all’asta possa provocare una perdita di competitività per le aziende svizzere.
La ComCo ritiene che il passaggio dalle assegnazioni gratuite al sistema delle aste rappresenti un opportuno cambio di rotta. Secondo la commissione bisogna tuttavia fare attenzione a non distorcere la concorrenza tra le imprese ETS e a non discriminare le piccole aziende con basso consumo energetico attraverso un aumento dei costi amministrativi .
In merito, öbu, un’azienda e un’altra organizzazione chiedono che i crediti di emissione non utilizzati entro la fine del 2012, in particolare nel caso delle piccole aziende (emissioni di CO2 < 5000 t /anno), possano essere trasferiti senza restrizioni al periodo 2013-2020 e risultare ancora negoziabili all’ETS.
6.3.4 Compensazione per le centrali termiche a combustibili fossili
Swisselectric e BKW criticano la disparità di trattamento tra il mercato dell’elettricità e gli altri settori e chiedono di eliminare l’obbligo di compensazione per gli impianti termici a combustibili fossili.
VS, swisselectric, SWV, AES, BKW e Siemens esigono che si rinunci alla distinzione tra gli impianti concepiti per la produzione di corrente elettrica e quelli concepiti per la produzione di calore.
Per quanto concerne la quota massima di emissioni compensabile con riduzioni all’estero, le opinioni divergono:
- 4 Cantoni (AI, BL, LU, SZ) e un’organizzazione del settore energetico chiedono che venga depennata la disposizione che limita al 50 per cento la quota compensabile con riduzioni all’estero;
- economiesuisse, 10 associazioni economiche (AIHK, alu.ch, cemsuisse, FH, Glasfabriken, IGEB, SGCI, TVS, VSIG, ZPK), 5 organizzazioni e imprese del settore energetico, 2 organizzazioni e imprese del settore dei trasporti e un’azienda appoggiano la compensazione completa, ma chiedono la massima flessibilità;
- Verdi, 4 organizzazioni e imprese del settore energetico, 5 organizzazioni ambientali tra cui l’Alleanza per il clima, 2 organizzazioni e imprese del settore dei trasporti e 6 altre associazioni e organizzazioni chiedono che la quota compensabile con riduzioni all’estero sia azzerata.
La fissazione di un rendimento minimo è respinta da VS, Siemens e 5 organizzazioni e imprese del settore energetico (BKW, CTV, Energieforum, swisselectric, AES). Megagas.ch è invece favorevole alla sua introduzione.
4 organizzazioni e imprese del settore energetico respingono l’idea di un contratto di compensazione, in quanto ritarderebbe inutilmente l’autorizzazione. Tre di esse sono tuttavia assolutamente favorevoli alla penale convenzionale prevista.
27//50 274/2006-01959/27/18/I083-1633