Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/101: Modifica della legge federale sui cartelli e altre limitazioni alla concorrenza · 58 pagine

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Progetto in consultazione LCart

pratica annunciata. Questo adeguamento era motivato principalmente dal timore che la proposta iniziale potesse dar adito a un notevole potenziale d’abuso: le imprese avrebbero potuto annunciare in un primo momento la limitazione della concorrenza prevista, metterla successivamente in pratica sul mercato e, infine, impugnare un divieto decretato dalla Comco dinanzi a tutte le istanze, beneficiando così per diversi anni di un cartello, il cui carattere illecito era supponibile sin dall’inizio. Per questo motivo non s’intende riconsiderare l’alternativa secondo cui una notifica comporterebbe automaticamente l'esenzione da sanzioni.

1.2.4 Modernizzazione del controllo delle concentrazioni

Obiettivi

A prescindere dalla recente decisione di vietare la concentrazione tra Orange e Sunrise, l’attuale controllo delle concentrazioni non tiene sufficientemente conto degli effetti inibitori che le concentrazioni di imprese possono esercitare sulla concorrenza. Le autorità in materia di concorrenza hanno spesso le mani legate per quanto riguarda le concentrazioni suscettibili di provocare danni economici. In Svizzera è più difficile vietare una concentrazione di imprese che non in altri Paesi europei e Stati industriali moderni. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale nei casi BZ/20 Minuten e Swissgrid – in cui la Comco ha perso davanti alle istanze di ricorso – una concentrazione di imprese non può attualmente essere vietata neppure se crea o rafforza una posizione dominante sul mercato. Un divieto può essere decretato solamente se tale posizione può essere sfruttata per sopprimere la concorrenza efficace.

Un controllo delle concentrazioni tanto permissivo non adempie sufficientemente agli scopi della LCart ed è stato criticato, in casi concreti, anche dai consumatori e da varie PMI. Infatti, nei mercati concentrati le fusioni di imprese possono creare un potere di mercato tanto grande da risultare nocive non soltanto per la controparte di mercato (vale a dire per i consumatori, per le piccole imprese a valle, per i fornitori senza potere di mercato e alternative di smercio), ma anche per la prosperità nel complesso.

Nel contempo, l’odierno controllo delle concentrazioni mobilizza una quantità sproporzionata di risorse. Oggi, le fusioni a livello transfrontaliero vengono spesso notificate ed esaminate parallelamente in vari Stati, tra cui la Svizzera. Ciò comporta oneri supplementari sia per le imprese che per l’Autorità della concorrenza, il più delle volte senza che si produca in Svizzera, a causa della procedura, un valore aggiunto per la concorrenza sul mercato interno.

L’obiettivo della revisione è, in primo luogo, quello di poter rilevare meglio gli effetti inibitori che le concentrazioni di imprese possono esplicare sulla concorrenza e, secondariamente, quello di diminuire gli oneri amministrativi in caso di concentrazioni con definizione internazionale del mercato.

Non viene rilevata nell’ambito della LCart la cosiddetta problematica del «too big to fail», che può manifestarsi in seguito alla concentrazione di imprese molto grandi. Nel 1995, la competenza dell’autorità in materia di concorrenza è stata limitata consapevolmente a una semplice valutazione di processi economici sotto il profilo