Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/101: Modifica della legge federale sui cartelli e altre limitazioni alla concorrenza · 58 pagine
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della legge sui cartelli e non sarà estesa neppure in futuro ad altre questioni di carattere regolativo. Infatti, proprio per le imprese, per le quali si pone la problematica del «too big to fail», i settori di attività che presuppongono una definizione internazionale del mercato rivestono un’enorme importanza, per cui la valutazione sotto il profilo della legge sui cartelli e l’interesse regolativo procedono spesso su binari divergenti.
Soluzioni e varianti
Il Consiglio federale intende in primo luogo affrontare il problema delle
sovrapposizioni di compiti o di competenze che si verificano in caso di fusioni
internazionali. Si prevede che le fusioni concernenti almeno il mercato svizzero e quello del SEE oppure mercati piuttosto ampi siano trattate in Svizzera in modo notevolmente semplificato, dato che in ogni modo sono già al vaglio delle istanze dell’UE. In tal modo l’Autorità della concorrenza e le imprese risparmiano risorse finanziarie e personali che possono destinare a scopi più utili. In seguito alla revisione della legge è stata adeguata anche l’ordinanza concernente il controllo delle concentrazioni di imprese.
A titolo di complemento, il Consiglio federale ha esaminato anche l’eventualità di una riduzione generale dei livelli di notifica per le concentrazioni di imprese, dato che in Svizzera i valori soglia sono più elevati che altrove. In un piccolo Paese come il nostro sussiste il pericolo che, a causa dei valori soglia elevati, determinate concentrazioni di imprese potenzialmente nocive in termini economici non siano soggette al controllo dell’Autorità della concorrenza (soprattutto se le concentrazioni concernono il mercato interno). Il Consiglio federale non intende presentare una proposta di riduzione, dato che valori soglia più bassi comporterebbero un maggior numero di notifiche all’attenzione dell’Autorità della concorrenza e, di conseguenza, un dispendio di risorse più elevato. Va pure notato che il Parlamento sarebbe in grado già oggi di abbassare rapidamente i valori soglia mediante un’ordinanza qualora fosse individuata la necessità di agire in tal senso.
In secondo luogo, il Consiglio federale presenta due varianti di adeguamento dei criteri di valutazione. Entrambe consentono, in futuro, di contrastare meglio le concentrazioni di imprese suscettibili di produrre effetti dannosi per l’economia. Dev’essere riveduta la concezione attuale secondo cui le concentrazioni problematiche che portano a una posizione dominante sul mercato possono essere tollerate poiché l'impresa fusa è poi soggetta al controllo degli abusi di potere di mercato previsto dalla legge sui cartelli (art. 7 LCart). Infatti, se a un'impresa sono applicabili le disposizioni relative all'abuso del potere di mercato, ne consegue una regolamentazione costante del suo comportamento, discutibile dal punto di vista dell’ordinamento politico. Le due varianti in questione sono strutturate nel modo seguente:
- Variante 1: vengono ripresi i criteri di valutazione applicati nell’UE e nella maggior parte delle nazioni industriali moderne (il cosiddetto test SIEC). In tal modo, le concentrazioni che comportano un notevole pregiudizio alla concorrenza possono già essere vietate. Le imprese, dal canto loro, possono far valere ragioni di efficienza a giustificazione del progetto di concentrazione. Questa variante ha il vantaggio di rilevare pienamente le