Rapporto sui risultati
Consultazione 2010/113: Revisione parziale della legge federale sulle professioni mediche universitarie (legge sulle professioni mediche, LPMed) · 54 pagine
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Unione Democratica di Centro (UDC), FMH/ISFM, CIMS, SSMI, ASA, senesuisse, BEKAG, AGZG e UniBE considerano che questa proposta non debba essere contenuta in una legge, ma eventualmente in un testo di categoria inferiore come il catalogo degli obiettivi.
SSO non ritiene necessaria una designazione particolare della medicina complementare.
Société de Médecine du Canton de Fribourg (SMCF) considera prematuro l’inserimento delle cinque terapie di medicina complementare rimborsate e ritiene più opportuno attendere i risultati delle valutazioni per operare una scelta con cognizione di causa, essendo i cicli di studio già molto impegnativi.
Secondo ZG, AMDCS e ASA la formulazione proposta è troppo vaga e imprecisa. Secondo ZG e AMDCS occorrerebbe insegnare unicamente le terapie riconosciute, eventualmente limitandosi a quelle riconosciute dalla LAMal.
BL reputa corretto esigere dal personale medico conoscenze di base sulle terapie di medicina complementare. Tuttavia, considerato che esse presentano anche degli svantaggi, che la loro applicazione è limitata e che ne esistono circa 500, va richiesta unicamente la conoscenza delle principali terapie. La scelta delle terapie insegnate deve competere all’istituto di formazione e non va disciplinata dalla legge. BL propone la seguente formulazione: possedere conoscenze di base adeguate sulle terapie più diffuse in medicina complementare, sulla loro utilità e sui loro limiti («j. haben angemessenen Kenntnisse über die gängigsten Therapieformen der Komplementärmedizin, sowie über deren Nutzen und Grenzen»).
ZG osserva che occorrerebbe rinunciare alla nozione di medicina complementare per evitare una contrapposizione alla medicina, ciò che comporterebbe una legge sulla medicina complementare. AMDCS ritiene che ci si debba limitare alle terapie di medicina complementare riconosciute, pena il rischio di vedere emergere una nuova legge sulla medicina non universitaria complementare o alternativa.
ZH auspica che queste conoscenze di base poggino su basi scientifiche.
NW lamenta l’assenza di una disposizione sull’efficacia delle cure della medicina complementare. Se l’efficacia potesse essere dimostrata, occorrerebbero più conoscenze di base, e ciò dovrebbe essere considerato nell’insegnamento della medicina tradizionale. Il termine «adeguato» è troppo impreciso.
Il Consiglio svizzero della scienza e della tecnologia (CSST) reputa che per il raggiungimento di questo obiettivo occorrerebbe equiparare l’insegnamento delle scienze mediche agli approcci e alle conoscenze della medicina complementare. Ciò è un errore e un segnale contradditorio per le facoltà. Prima di essere adottato, un trattamento deve dimostrare di essere sicuro e preferibile alle terapie già praticate, basandosi su prove scientifiche e non semplici credenze. Questo obiettivo entra quindi in contraddizione con l’obiettivo generale di «comprendere i principi e i metodi della ricerca scientifica» (art. 6, cpv. 1, lett. b). CSST propone la seguente formulazione: «essere informati sui metodi e gli approcci terapeutici della medicina complementare».
UDC appoggia questa proposta che corrisponde all’articolo 118a Cost e alla volontà del Popolo. Anche ASSM la sostiene e approva che si richiedano «conoscenze di base adeguate», poiché esigenze più elevate sarebbero difficilmente soddisfabili. UDC fa notare che per taluni professionisti come chirurghi, ortopedici o dentisti la medicina complementare non è applicabile o i suoi effetti poco chiari (AMDCS). UDC interpreta la nozione di «conoscenze di base adeguate» nel senso che dal nuovo obiettivo di formazione non deve conseguire alcuna promozione a scapito degli altri settori.
I Verdi propongono la seguente formulazione: «j. Dispongono di sufficienti conoscenze mediche per decidere se fare ricorso alla medicina complementare ed, eventualmente, per indirizzare i pazienti a un altro medico o terapeuta» (« Sie haben genügend medizinische Kenntnisse um zu entscheiden, ob Komplementärmedizin zur Anwendung kommen kann und um die Patientinnen und Patienten gegebenenfalls weiterzuvermitteln (einem anderen Arzt oder Therapeuten) »).
Gli assicuratori malattia svizzeri (santésuisse), UNION e CURAVIVA sostengono l’introduzione di conoscenze di base in medicina complementare negli obiettivi didattici. santésuisse considera che gli obiettivi di formazione e di perfezionamento sono corretti e adeguati. Al contrario, UNION reputa che il termine «adeguato» non sia sufficientemente chiaro e propone la seguente formulazione: disporre di conoscenze sulle terapie della medicina complementare e sulle possibilità da essa offerte per la diagnosi e la cura delle malattie più diffuse («haben Kenntnisse über die Methoden der Komplementärmedizin und ihrer