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Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine
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RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 37
razione con i partner in materia di politica di sicurezza in Svizzera come pure mediante la cooperazione internazionale nell'istruzione militare, nell'acquisto di armamenti e nel promovimento militare della pace.
5211 Difesa
Al di fuori dell’area degli Stati dell’UE e della NATO, che circonda la Svizzera, i conflitti armati tra forze armate statali rimangono una realtà ricorrente. Anche se nel prossimo futuro la probabilità di un attacco militare è molto scarsa, la Svizzera deve mantenere le capacità per contenere un avversario e respingere un attacco militare. Il motivo risiede nel fatto che, tenuto conto del potenziale di armamenti ancora esistente, a lungo termine non si deve escludere il ritorno di una minaccia militare convenzionale e che un attacco militare potrebbe mettere in discussione anche in futuro l'esistenza della società e dello Stato.
Sarebbe tuttavia estremamente dispendioso mantenere un livello d'istruzione e d'equipaggiamento tanto elevati, come pure garantire una prontezza tale da poter contenere o respingere in ogni momento un attacco militare su larga scala. Alla luce delle minacce attuali e prevedibili, è giustificabile a livello di politica di sicurezza, e oggi inevitabile in relazione alle risorse disponibili, accettare un livello di prontezza inferiore. Esso deve tuttavia essere sufficiente per raggiungere, dopo un periodo di preparazione prolungato, ma comunque per tempo, la piena capacità di difesa da un attacco militare. L'esercito deve mantenere le capacità centrali per la condotta di operazioni militari di difesa e deve svilupparle ulteriormente a un elevato livello qualitativo ma in misura quantitativamente limitata. La difesa da un attacco militare con forze armate convenzionali rappresenta il grado più elevato di escalation nell'uso della forza militare rispetto al quale l'esercito deve essere preparato. Di conseguenza, nell'ottica di una competenza fondamentale, deve come minimo gestire perfettamente l'impiego di brigate o aggruppamenti di combattimento e disporre dei necessari presupposti in materia di condotta. Queste capacità richiedono l'ulteriore sviluppo di un sistema qualitativamente globale, che presenti il massimo grado di interconnessione e che integri la condotta, l'aiuto alla condotta, la sorveglianza e l'esplorazione, il combattimento e l'appoggio al combattimento al suolo, nello spazio aereo e dall'aria come pure nell'ambito delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
I mutamenti nella minaccia suggeriscono tuttavia di verificare l'adeguatezza dei mezzi, delle misure e delle installazioni attuali. Le opere fortificate hanno costituito per lungo tempo un importante pilastro del combattimento di difesa al quale, soprattutto durante la Seconda guerra mondiale e la Guerra fredda, veniva riconosciuta una grande efficacia anche sul piano simbolico. A seguito della mutata minaccia, l'importanza delle opere fortificate è sensibilmente diminuita sul piano della politica di sicurezza e le moderne armi di precisione e stand-off ne hanno ridotto l'efficacia bellica in misura tale che non fornirebbero più alcun contributo essenziale nella difesa contro un avversario.
L'esercito sorveglia in maniera permanente lo spazio aereo sopra la Svizzera con stazioni radar al suolo e con velivoli, impiegando i mezzi aerei e basati a terra delle Forze aeree al fine di salvaguardare la sovranità sullo spazio aereo. Nel quadro della difesa da un attacco militare viene protetto lo spazio aereo. Il periodo di tempo durante il quale le Forze aeree sono in grado di mantenere la loro prontezza e le loro capacità e le prospettive di successo nella difesa dello spazio aereo dipendono fortemente dal numero e